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	<title>L&#039;annuncio - Il Giornale Cristiano</title>
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	<description>Il bollettino di Edap: Evangelo Dottrina &#38; Avvento Profetico.</description>
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		<title>RELIGIONE EVANGELICI. Il dramma attuale degli inquirenti; lo stesso che fu&#8217; nei tempi di Gesù</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 23:11:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che stiamo vedendo in questi ultimi tempi, riguardo a tutti gli omicidi che si commettono tra le nostre mura e nella nostra Nazione, è veramente inammissibile. Oltre a l&#8217;orribile fatto che ci siano persone o addirittura bambini/e che muoiono in maniera atroce, è ancor di più inaccettabile il fatto che abbiamo un corpo di polizia, carabinieri e polizia urbana compreso corpi di competenza che non è capace di trovare il vero responsabile di questi reati. Lo si vede dal fatto che il primo che si trova e che sta più vicino alla vittima ne diventa vittima egli stesso. Allora io mi chiedo: “Una persona deve aver paura di denunciare un crimine oppure deve esserne fiero di farlo con tutta libertà, avendo piena fiducia nelle forze dell&#8217;ordine”?</p>
<div>Forse si dovrebbe, innanzitutto capire bene i fatti e come sono realmente accaduti per averne una piena conoscenza; in modo che nessun povero disgraziato ne paghi le conseguenze ingiustamente.</div>
<div>Ma forse è molto più facile chiudere i casi senza perdere tempo, che è anche più conveniente!</div>
<div>Ma sappiate bene che non è per niente giusto che per la poca voglia di esercitare il vostro ruolo gli altri debbano pagare ingiurie, calunnie e giorni, mesi o addirittura anni di galera!!!</div>
<div>La galera è giusta, ma è giusta per coloro che hanno sbagliato e non per chi non ha fatto niente.</div>
<div>Vi state e vi siete abituati così tanto a comportarvi in questo modo che non avete più alcun riguardo a commettere certe cose. Però dovete pur sapere che c&#8217;è già da tempo un monito fatto anche per voi, che continuate a fare le stesse cose che facevano i vostri antenati; le guardie Romane. Avide e brutali che, addirittura si compiacevano nel fare certe cose e si divertivano sopratutto sulla classe più debole e poco protetta dalle autorità giuridiche.</div>
<div>PS: Sappiamo bene che se non possiedi nulla, non potrai promettere nulla e di conseguenza non avrai il loro sostegno!</div>
<div>Nei tempi dei regnanti più cattivi e ingiusti dell&#8217;epoca dell&#8217;Impero Romano ricordiamo il tetrarca Erode e l&#8217;influente religione Farisaica.</div>
<div><span style="text-decoration:underline;">Roma: il potere del governo.</span></div>
<div><em>Gesù o Barabba?</em></div>
<div><strong>Marco 15:6-15; Luca 23:13-25; Giovanni 18:39-40</strong></div>
<div><strong>Matteo 27:15-18</strong> “<em>Ogni festa di Pasqua il governatore era solito liberare un carcerato, quello che la folla voleva. Avevano allora un noto carcerato, di nome Barabba. Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: «Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù detto Cristo?» Perché egli sapeva che glielo avevano consegnato per invidia”.</em></div>
<div><span style="text-decoration:underline;">Erode: il potere del regnante che tutto gli è permesso.</span></div>
<div><em>Erode fa uccidere i bambini innocenti.</em></div>
<div>Matteo 2:16-18 “Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò moltissimo, e mandò a uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio dall&#8217;età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era esattamente informato dai magi. Allora si adempì quello che era stato detto per bocca del profeta Geremia:<em> «Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più</em>».</div>
<div><span style="text-decoration:underline;">Farisei: il potere religioso che non può eseguire condanne ma delega altri a farlo.</span></div>
<div><em>La Passione; La congiura contro Gesù.</em></div>
<div>(<strong>Marco 14:1-2; Lu 22:1-2)</strong></div>
<div><strong>Matteo 26:1-5 </strong> “<em>Quando Gesù ebbe finito tutti questi discorsi, disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figlio dell&#8217;uomo sarà consegnato per essere crocifisso». Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote che si chiamava Caiafa,e deliberarono di prendere Gesù con inganno e di farlo morire. Ma dicevano: «Non durante la festa, perché non accada qualche tumulto nel popolo».</em></div>
<div>Potere senza grazia, potere spietato e senza misericordia per l&#8217;essere umano che è costretto a pagare senza che nessuno si prenda cura di lui e senza avere qualcuno che si occupi di lui nel momento del suo bisogno; dandosi a coloro che ne hanno bisogno senza interesse e senza dover guadagnarci nulla. Ma tutto ha un prezzo e un costo! E non dovrebbe essere così perché si tratta di persone e non di elementi che non hanno un anima.</div>
<div><span style="text-decoration:underline;">Ecco cosa disse Giovanni Battista in maniera specifica:</span></div>
<div><strong>Luca 3:14</strong> <em>“Lo interrogarono pure dei soldati, dicendo: «E noi, che dobbiamo fare?» Ed egli a loro: «Non fate estorsioni, non opprimete nessuno con false denunzie, e contentatevi della vostra paga».”</em></div>
<div>Come possiamo vedere nelle riga precedenti che c&#8217;è una riprensione per tutti e nessuno è escluso poiché Giovanni il Battista rappresentava Dio stesso essendo rivestito direttamente dalla Sua autorità.</div>
<div>Perciò prendiamo in considerazione la Parola di Dio che sarà una delle prime autorità e nello stesso momento una delle ultime; come disse Gesù riguardo a ciò: “Cielo e terra passeranno ma le Mie Parole non passeranno giammai in Eterno”.</div>
<div>Ora se qualcuno vuole ravvedersi e cambiare la sua vita in modo che non dovrà trovarsi a fare i conti con Dio nel giorno del giudizio, giorno che verrà sicuramente e senza ritardare molto, potrà da oggi stesso pentirsi di tutto quello che ha fatto nel passato “parlo in particolar modo di voi forze dell&#8217;ordine”. Pentendosi e accettando tutto in forma di peccato e non di benemerito poiché il male è male e il bene è bene, “poiché i veri conti si faranno con Dio” e nessuno può fare cosa buona se non gli viene concessa dall&#8217;alto. E come potrai fare cose buone se prima non ti ravvedi?</div>
<div><strong>Giovanni 1:12-13 </strong><em><strong>“</strong></em><em>M</em><em>a a tutti quelli che l&#8217;hanno ricevuto Egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel Suo nome; i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d&#8217;uomo, ma sono nati da Dio”.</em></div>
<div>Possiamo notare nelle ultime parole <em><span style="text-decoration:underline;">“ma sono nati da Dio” </span></em>vuole dire nati dall&#8217;alto poiché uno solo è nel cielo: Dio, e Gesù Cristo il Suo Figliuolo. Benedetti in Eterno.</div>
<div>Amen.</div>
<div><em>EDAP: Evangelo Dottrina &amp; Avvento Profetico</em></p>
<div>
<div><em>David Ciano</em></div>
</div>
</div>
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		<title>RELIGIONE EVANGELICI &#8211; Riflettiamo su ciò che disse Gesù riguardo l&#8217;apocalisse</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 23:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdaPade</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Matteo 24:15 “Quando dunque vedrete l&#8217;abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge pongavi mente!)&#8230;” ps: troverete &#8216;pongavi mente&#8217; oppure altre versioni &#8216;faccia attenzione&#8217;. Oggigiorno (ma senza porvi mente) ogni cosa che succede, soprattutto dai mass media, viene subito collocata all&#8217;apocalisse. Mentre invece, per i credenti non &#8230; <a href="http://edap.wordpress.com/2011/07/29/religione-evangelici-riflettiamo-su-cio-che-disse-gesu-riguardo-lapocalisse/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=394&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://edap.files.wordpress.com/2011/07/bibbia.png"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-395" title="bibbia" src="http://edap.files.wordpress.com/2011/07/bibbia-e1311894384446.png?w=150&#038;h=138" alt="" width="150" height="138" /></a>Matteo 24:15</strong> “Quando dunque vedrete <em>l&#8217;abominazione della desolazione</em>, della quale ha parlato il profeta Daniele, <em>posta in luogo santo</em> (chi legge pongavi mente!)&#8230;”</p>
<div>ps: troverete &#8216;pongavi mente&#8217; oppure altre versioni &#8216;faccia attenzione&#8217;.</div>
<div>Oggigiorno (ma senza porvi mente) ogni cosa che succede, soprattutto dai mass media, viene subito collocata all&#8217;apocalisse. Mentre invece, per i credenti non deve essere così; poiché il credente (parlo di quelli che hanno creduto per mezzo delle scritture) essendo fedele deve invece porvi mente. Di quale mente parliamo se non di quella di Gesù? cioè quella delle scritture! Essendo noi guidati dallo Suo Spirito?</div>
<div><strong>Bene! Ora passiamo al nocciolo della situazione&#8230; </strong></div>
<div><strong>In effetti, tutto quello che sta accadendo ai nostri giorni non è altro che ciò che disse Gesù nel discorso profetico in: </strong></div>
<div><strong>Matteo 24:6-8 </strong> “Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori”.</div>
<div>Come noterete, il Signore Gesù, oltre a spiegare ai Suoi discepoli che cosa sarebbe successo in avvenire (<strong>Matteo 24:1-2 </strong> “Mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si avvicinarono per fargli osservare gli edifici del tempio. Ma egli rispose loro: «Vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata».) è anche subito pronto ad incoraggiarli. E conoscendo la loro debolezza li esorta a non preoccuparsi, poiché sapeva anche che non erano ancora ripieni dello Spirito Santo, poiché non era ancora sceso su di loro e quindi non avrebbero avuto ne la forza per sopportare tali cose, ne la sapienza per capire.</div>
<div>Per tanto, dobbiamo andare più dietro alla Parola che dietro ai media che, non conoscendola, il loro maggior interesse è quello di far scalpore nelle cose che scrivono e di conseguenza seminano timore nelle persone. Infondo, loro non possono fare altro che questo, poiché essi scrivendo queste cose non solo vivono ma, fanno anche carriera e ricevono promozioni dai loro superiori e quindi aumenti di stipendio.</div>
<div>Dobbiamo pur dire che essi hanno bisogno delle nostre preghiere affinché convertendosi i loro preziosi talenti potranno essere messi a disposizione di Dio che li ha creati.</div>
<div><strong>Leggiamo ancora in: </strong></div>
<div><strong>Matteo 24:9</strong> Allora vi abbandoneranno all&#8217;oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome.</div>
<div><strong>Matteo 24:10</strong> Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda.</div>
<div><strong>Matteo 24:11</strong> Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti.</div>
<div><strong>Matteo 24:12</strong> Poiché l&#8217;iniquità aumenterà, l&#8217;amore dei più si raffredderà.</div>
<div><strong>Matteo 24:13</strong> Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.</div>
<div>Passando ad un altro versetto possiamo vedere che sempre in <strong>Matteo 24</strong> ,nel versetto <strong>4</strong>, Gesù rispose loro: <span style="text-decoration:underline;">“Guardate che nessuno vi seduca”.</span></div>
<div>Infatti, anche se non sembra che i media compaiano come seduttori, essi sono di conseguenza “collaboratori”, che inconsciamente aiutano e fanno da supporto, dei seduttori. Questi ultimi però, agiscono essendo coscienti delle loro opere e pur conoscendo l&#8217;esistenza di Dio, lo fanno comunque per rendere un servizio al padre loro che è il diavolo!</div>
<div><strong>Ecco che ora arriveremo alla fine di questo piccolo intervento attraverso la Parola&#8230;</strong></div>
<div><strong>Matteo 24:14</strong> “E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine”.</div>
<div>Noi crediamo che tutta la scrittura è ispirata da Dio e non abbiamo altro scopo se non quello che gli altri vengano a conoscenza della Verità attraverso di Essa (poiché la Parola è la Verità!) e che, con lo Spirito di Dio che ci aiuta a realizzare la verità della Parola nei nostri cuori, conoscano anche che Egli stesso è lo Spirito della verità; cioè lo Spirito della<strong> rivelazione </strong>(dal greco “Apocalisse”).</div>
<div>Quindi Essa non solo è la Parola scritta (che è Verità) ma anche la Parola rivelata (cioè spiegata) che ci da la possibilità di capire il vero senso delle cose di Dio e soprattutto come Dio vuole che noi tutti la comprendiamo. Senza far ne confusione (come la torre di Babele) ne giungere a discussioni inutili a causa, non della Parola, ma nostra, che diamo delle false interpretazioni suscitate dalla nostra mente terrena, carnale e diabolica. Che, di conseguenza, non può capire le cose di Dio perché non è guidata dallo Spirito di Dio; ma da uno spirito umano che non fa altro che vantarsi di cose che non può capire senza accettare Gesù come personale Salvatore, che depose la Sua vita sul duro legno della croce per poter dire: <strong>“Padre tutto è compiuto”!</strong></div>
<div>Amico, chiunque tu sia, se non accetti Gesù e credi che Egli è il Figlio di Dio che è venuto anche per te, allora per te non ci sarà salvezza ma solo desolazione.</div>
<div>Ma siccome nessuno potrà dire quando sarà la fine, sei ancora in tempo perché siamo all&#8217;inizio delle sofferenze apocalittiche ma, chi potrà dire quanto tempo ancora ci sarà permesso da Dio? Perciò non esitare e chiedi a Lui il piano di redenzione che Egli ha programmato per te e per tutti i tuoi cari affinché tu e i tuoi potrete ricevere la vita eterna offerta da Dio in Gesù, il Suo Unigenito Figliuolo, che per noi morì e per noi risuscitò dai morti per salire in cielo e per preparare una dimora anche per noi. Affinché, la morte non ci colpirà e la sofferenza sarà soltanto per questo tempo e al solo scopo di farci conoscere meglio Dio e il Suo piano di salvezza nella nostra vita.</div>
<div><em><strong>Dio ci benedica!</strong></em><br />
<em><strong><br />
</strong></em><br />
<em>EDAP: Evangelo Dottrina &amp; Avvento Profetico</em></div>
<div>
<div><em>David Ciano</em></div>
</div>
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		<title>Leggendo le parabole &#8211; Il granello di senape</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 21:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdaPade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogroll]]></category>
		<category><![CDATA[G.Petrelli]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;uso e lo sviluppo del poco &#8220;Disse ancora&#8221;: quell&#8217;ancora dello Spirito santo serve ad indicarci che stiamo vedendo aspetti parziali, e che ci converrà dopo, guardarli nell&#8217;assieme per averne il concetto chiaro. Disse ancora: &#8220;A che assomiglierò io il Regno dei cieli, e con quale similitudine, lo rappresenteremo?&#8221; La domanda, nella bocca di Gesù, è &#8230; <a href="http://edap.wordpress.com/2011/07/28/leggendo-le-parabole-i/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=381&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://edap.files.wordpress.com/2011/07/imagesbible.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-382" title="imagesbible" src="http://edap.files.wordpress.com/2011/07/imagesbible.jpg?w=150&#038;h=113" alt="" width="150" height="113" /></a> L&#8217;uso e lo sviluppo del poco</strong></p>
<p>&#8220;Disse ancora&#8221;: quell&#8217;ancora dello Spirito santo serve ad indicarci che stiamo vedendo aspetti parziali, e che ci converrà dopo, guardarli nell&#8217;assieme per averne il concetto chiaro. Disse ancora: &#8220;A che assomiglierò io il Regno dei cieli, e con quale similitudine, lo rappresenteremo?&#8221; La domanda, nella bocca di Gesù, è meravigliosa, come se fosse difficile spiegare il soggetto. La difficoltà non fù, non è in Lui, ma in noi ad intendere; perciò serve a dirci che bisogna, per lo Spirito Santo, indagare, al di là delle nude parole, coglierne il senso, e soprattutto, imparare ad udire la voce dietro le parole. Era come dire: tenete a mente che sono soltanto similitudini, lontane rappresentazioni di una realtà che bisogna investigare con amore e interesse, perché ai discepoli è dato di conoscere i misteri del Regno dei cieli.<br />
&#8220;Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, il quale un uomo prende, e lo semina nel suo campo. Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto, è la maggiore di tutte le erbe e diviene un albero, talché gli uccelli del cielo vengono, e si riparano nei suoi rami&#8221;. Marco ricorda cosi: &#8220;il quale quando è seminato, è il più piccolo di tutti i semi&#8221;, dando cosi l&#8217;enfasi al piccolo &#8220;quando è seminato&#8221;.<br />
Una prima difficoltà: E&#8217; davvero, il granel di senape il più piccolo di tutti i semi? Alcuni osservano che non è; però i viaggiatori in Palestina hanno trovato che il seme del senape che cresce in quei luoghi è davvero piccolissimo. Eppure non abbiamo bisogno di questa informazione, perché la forza della parabola non diminuirebbe anche se si trovassero dei semi più piccoli. Anzitutto va notato che una delle traduzioni (Diaglot) ha: &#8220;Uno dei più piccoli di tutti i semi&#8221;, cogliendo il senso recondito dietro l linguaggio figurativo che, tante volte non si può tradurre a rigore di lettera. Inoltre, bisogna considerare: &#8220;Il quale quando è seminato è il più piccolo, ma quando cresce è la maggiore di tutte le erbe&#8221;. Qualcuno traduce &#8220;piante d&#8217;orto&#8221;. Il piccolo e grande sono nella relazione fra il prima e il dopo: non vi è nessun seme cosi piccolo che produca una pianta cosi grande; la lezione nascosta è: il Regno dei cieli comincia da ciò che è appena visibile, ma quando è usato, sviluppato, supera tutto ciò che si possa seminare nell&#8217;orto. Il più piccolo diviene il più grande: Ci vengono indicate le misure del cielo, e apprezzamento ed uso di ciò che è appena visibile. E, poiché la scrittura si spiega con la scrittura stessa, ci domandiamo se abbiamo in altro posto, qualche notizia che aiuti a bene intendere la parabola. L&#8217;abbiamo: Vi è diretto accenno al granello di senape in Matteo 17:20; e Luca 17:6 ed un indiretto in marco 11:22-24.<br />
I discepoli domandarono al Signore perché essi non avevano potuto liberare il fanciullo e cacciare il demonio. Gesù rispose: &#8220;per la vostra incredulità; perciocché io vi dico in verità, che se aveste di fede quanto un granel di senape, voi direste a questo monte: passa di qui a là ed esso vi ubbidirebbe&#8221;. In Luca 17 leggiamo che il Signore ha comandato di perdonare il fratello che si pente, anche se abbia peccato sette volte nello stesso giorno. Le parole produssero uno di quegli effetti distanti, dal cuore dei discepoli, i quali dovettero pensare che ci vuole tanta fede in Dio, che ripara, e sa tutte le cose, per poter essere tanto magnanimi! Perciò, dissero al Signore: &#8220;Accresci la fede&#8221;. Se, infatti, non leggiamo nel pensiero non espresso dei discepoli, non possiamo capire il senso della risposta all&#8217;insegnamento sul perdono. La risposta di Gesù conferma la connessione: cioè, solo chi è davvero ancorato in Dio, crede con tutto il cuore, e aspetta da Lui forza e ogni bene, solo quel tale può essere misericordioso e benigno. Indirettamente abbiamo una lezione vitale, che, cioè, più crediamo, davvero, in Dio, più impariamo a vivere la carità di Lui. &#8220;Signore accresci la fede&#8221;. Come se essi ne avessero avuto qualche piccola quantità, ma che ritenevano insufficiente.<br />
&#8220;E il Signore rispose: Se voi aveste pur tanto di fede quant&#8217;è un granello di senape, voi potreste dire a questo moro (sicomoro): diradicati, e piantati nel mare. Il monte, il sicomoro ubbidirebbero e sparirebbero nel mare: l&#8217;albero ha messo la radice, e verrebbe sradicato; il monte di grande mole sparirebbe davanti: cose grandi che spaventano e cose cattive che mettono radici, sono continui turbamenti: monti di difficoltà, radici di amaritudini e risentimenti. Il santo che vuole avere vittoria deve essere liberato e dall&#8217;una e dall&#8217;altra cosa. Non guardi a ciò che appare difficile o impossibile, ma fissi l&#8217;occhio al Signore; non serbi alcuna radice di male in sé, ma in fede, confidando in Dio, e non nella bontà dell&#8217;uomo, comandi all&#8217;albero di sprofondarsi nel mare del perdono e della dimenticanza. Tutte e due le volte l&#8217;immenso miracolo è operato a mezzo di una fede simile al granello di senape, piccola, il più piccolo possesso che paia di avere l&#8217;orto dell&#8217;anima: la Chiesa, e ciascuno di noi è un orto serrato (cantico dei cant. 4:12). Ci vuole tempo per capire che ciò che davvero abbiamo è fondato, alla fine, in ciò che crediamo: quel che pare più piccolo assume le proporzioni più grandi. Alla fine la confidanza assoluta in Dio, per cui distogliamo l&#8217;occhio da noi e dagli altri, diverrà la pianta maggiore del nostro orto. Presso al termine di tutta una vita ricca di doni e ministerii, il vanto di San Paolo era che sapeva in chi aveva creduto, che aveva serbato la fede, ed aveva confidanza in Gesù Cristo, che lo guarderebbe e lo conserverebbe fino alla fine.<br />
Fede quanto un granello di senape. &#8220;Accresci la fede&#8221;. E Gesù rispose: &#8220;se aveste&#8221;. Non avevano dunque nessuna fede i discepoli ? &#8212;&#8211; Ma se non avevano come erano andati da Lui, e come potevano domandarLo? Senza fede ne si va ne si domanda; credere ed andare a Gesù è la stessa cosa (Giovanni 5:36) : &#8221; Chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avra giammai sete&#8221;. Una fede, per piccola che fosse, i discepoli l&#8217;avevano: eppure, Gesù, alla domanda &#8221; accrescici&#8221;, rispose: &#8220;Se aveste&#8221;. &#8212;&#8211; La spiegazione è che si parla di una fede speciale, perché anche in questo campo ve ne sono di varie specie; il granello di senape è relativo al regno, e quindi si accenna a una fede speciale di un popolo che è chiamato a regnare con Cristo, un popolo che non vede monti, ma che contempla il Signore, e che non permette ad alcuna amaritudine di mettere le radici, e, se l&#8217;ha messa, le comanda di andare via: E&#8217; una fede assoluta nel trionfo in Dio. Ma questo ci porta al terzo passaggio (Marco 11:22-23), dove il granello di senape non è menzionato, ma dove l&#8217;insegnamento è più allargato.<br />
Apriamo Marco 11, al verso 20 leggiamo: &#8221; E la mattina seguente, com&#8217;essi passavano presso del fico, lo videro secco fin dalle radici. E Pietro, ricordandosi, gli disse: Maestro, ecco, il fico che tu maledicesti è seccato. E Gesù, rispondendo disse loro: Abbiate la fede di Dio. Perciocché io vi dico in verità, che chi avrà detto a questo monte: togliti di là, e gettati nel mare; e non avrà dubitato in cuor suo; anzi, avrà creduto che ciò che egli dive avverrà; ciò che egli avrà detto gli sarà fatto. Perciò io vi dico: tutte le cose che voi domandate pregando, crediate che le riceverete, e voi le otterrete. E quando vi presenterete per fare orazione, se avete qualcosa contro alcuno rimettetegliela&#8221;.<br />
Albero secco alle radici; monte da gettarsi a mare, rimettere é fede di Dio.</p>
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		<title>Al Golgota si incontrano le età 1° parte</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 13:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdaPade</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.Petrelli]]></category>
		<category><![CDATA[evangelici cristiani pentecostali]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ una triste verità che molte persone si trovano in grande confusione, specialmente negli ambienti religiosi. Pochi riescono a fuggire al tumulto di una mente turbata, agitata, e a trovare la via d’uscita da un angoscioso  labirinto di teorie che si contraddicono l’una l’altra, pervenendo allo stato di riposo. In Galati 4:5 leggiamo:” Ma quando &#8230; <a href="http://edap.wordpress.com/2010/08/18/al-golgota-si-incontrano-le-eta-2%c2%b0-parte/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=143&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div id="_mcePaste" style="text-align:center;"><a href="http://edap.files.wordpress.com/2010/08/imagesbible1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-155" title="imagesbible" src="http://edap.files.wordpress.com/2010/08/imagesbible1.jpg?w=70&#038;h=53" alt="" width="70" height="53" /></a> <strong>E’ una triste verità che molte persone si trovano in grande confusione, </strong></div>
<div style="text-align:center;"><strong> specialmente negli ambienti religiosi. </strong></div>
<div>Pochi riescono a fuggire al tumulto di una mente turbata, agitata, e a trovare la via d’uscita da un angoscioso  labirinto di teorie che si contraddicono l’una l’altra, pervenendo allo stato di riposo. In Galati 4:5 leggiamo:” Ma quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato il Suo Figliolo, fatto di donna, sottoposto alla Legge; affinché riscattasse (comprasse via) coloro che erano sotto la Legge, acciocché noi ricevessimo (potessimo accettare) l’adozione”.</div>
</blockquote>
<div id="_mcePaste">Il Compimento del tempo.</div>
<div id="_mcePaste">Il tempo è composto da molti tempi. Qui il tempo si riferisce a pienezza, alla congiunzione delle età, delle epoche. – Nella vita di ognuno vi è la è pienezza del tempo, congiunzione di periodi o epoche. – Il nostro soggetto perciò è Cristo in rapporto con le età, i tempi. Alla Sua nascita i tempi si incontrarono a Betlemme; alla Sua morte si incontrarono al Calvario; e alla Sua risurrezione i tempi si incontrarono prima della tomba e dopo.</div>
<div id="_mcePaste">Occorre la Grazia per comprendere il Calvario. Parecchie età, parecchi tempi, parecchi mondi si incontrano in questo luogo: il tempo della Legge, dell’autorità civile. L’Impero Romano; il tempo della filosofia, cioè il mondo Greco dell’astuzia e dei sottili ragionamenti della mente (logia), che si era infiltrato persino nel Giudaismo; il tempo del Giudaismo, rappresentato dalla casta sacerdotale – Scribi e Farisei; e il mondo degli usurpatori, rappresentato dal re Erode, un Idumeo, che con adulazioni ed inganni, aveva ottenuto dall’Impero Romano il potere in Palestina.</div>
<div id="_mcePaste">Contro questi vari mondi o tempi, che parevano possenti e invincibili, ve ne era un altro – quello di Cristo, rappresentato da un Uomo dall’aspetto così debole e insignificante, che era non solo inutile, ma anche assurdo di pensare o di immaginare che il mondo di Lui potesse conquistare altri mondi.</div>
<div id="_mcePaste">Il rappresentante dell’Impero Romano al tempo della morte di Gesù, era un uomo infelice, benché la sua carriera fosse intrisa di sangue versato, eppure la crisi della sua vita venne quando, senza averlo premeditato né desiderato, egli incontro Gesù Cristo in quella fatidica mattina in cui egli, Pilato, fù chiamato a pronunciare il verdetto contro il Figliolo dell’Uomo &#8211; Figliolo di Dio.</div>
<div id="_mcePaste">Leggendo attentamente il racconto che danno i quattro evangeli, specialmente quello di Matteo (cap.27), possiamo a stento nascondere un sentimento che potremmo chiamare simpatia, verso quest’uomo. Di solito giudichiamo gli eventi del passato senza realizzare che trovandoci noi in simili circostanze, non avremmo agito meglio dei protagonisti di allora, ma forse peggio, perché lo spirito di Pilato non è morto. Meditiamo, perciò, senza portare giudizi sulle persone, perché chi giudica è Dio soltanto.</div>
<div id="_mcePaste">Di fronte al caso insolito, il Governatore, replicando, disse ai Giudei: “Quale dei due volete che io vi liberi? Ed essi dissero: Barabba”. Pilato aveva proposto questa scelta sperando che il popolo si sarebbe vergognato di dare la preferenza ad un omicida, e avrebbe pertanto deciso in favore di Gesù. Vana speranza. Il popolo non comprende facilmente come l’odio religioso sia inesorabile.. I principali sacerdoti e gli anziani, sapendo che Pilato non avrebbe ascoltato loro, ma bensì il popolo, avevano incitato e persuaso le masse a domandare Barabba, e ciò perché fosse sterminato Gesù. Ed essi risposero: “Barabba”.</div>
<div id="_mcePaste">Pilato rimase stupefatto. La prima sua sorpresa l’aveva avuta quella mattina quando, per rispetto alle tradizioni dei Giudei, egli era andato incontro a loro: essi desideravano mangiare la Pasqua, e non volevano contaminarsi entrando in un palazzo dei gentili. Allora Pilato accondiscese a recarsi in luogo neutro, dove potesse esaminare la causa in loro presenza. Appena Gesù gli fù presentato, il primo sguardo ispirò al Governatore il timore di trovarsi in presenza di un uomo non comune e tanto meno di un criminale: una sensazione singolare agitò il suo cuore indurito e la sua mente indifferente.</div>
<div id="_mcePaste">Il processo cominciò con alcune domande fatte dal Governatore. Egli chiese dapprima ai Giudei perché gli presentassero quell’uomo. Che delitto aveva commesso Gesù? Ogni accusa deve essere esposta dall’accusatore, non dall’accusato e tanto meno dal giudice. L’astuzia dei Giudei – della setta religiosa del Giudaismo – traspare dalla loro risposta, che se Gesù non fosse malfattore, essi non Lo avrebbero condotto da Pilato. Strana introduzione per un processo criminale. In questo procedere è evidente il sofisma della mente Greca: a parte l’estetica e l’arte, la mente di quel popolo era talmente falsata dalle sottigliezze filosofiche, che dai ragionamenti risultavano conclusioni strane e contraddittorie. Pilato continuò ad interrogare, e i Giudei, aizzati dai loro capi, continuarono a lanciare accuse su accuse. Il Governatore non poteva fare a meno di notare il comportamento del prigioniero, e si meravigliava del Suo silenzio. Tutti coloro che incontrano Gesù sono nella meraviglia, perché Egli è meraviglioso, e sono trasportati dal campo dei ragionamenti, delle speculazione e delle abitudini umane, nel campo della rivelazione della nullità umana di fronte alla Maestà divina di Lui.</div>
<div id="_mcePaste">Pilato si meravigliò e fece il possibile per salvare Gesù. La sua situazione era alquanto precaria, perché molti delitti avevano oscurato il suo passato, e temeva di essere accusato presso Cesare. L’Impero Romano che non entrava in conflitti aperti a meno che vi fosse costretto, desiderava la pace nelle colonie; esso era edotto dalle difficoltà inerenti al governo della Palestina. Le caste religiose ne erano consapevoli, perciò intimorirono Pilato nella certezza che avrebbero ceduto alle loro richieste, ne risultò un duello fra il giudice e gli accusatori. L’accusato, Lui, rimaneva calmo e sereno.</div>
<div id="_mcePaste">Guardando, ora questo prigioniero – Unico, come mai ve ne furono né ve ne saranno mai – ora gli accusatori, le perplessità di Pilato si accrebbero, e rivolgendosi di nuovo a Gesù, Gli chiese: “Non odi tu quante cose testimoniano contro di te ?”. Forse che Pilato credeva Gesù sordo, per cui non sentiva le accuse lanciate contro di lui? No, non è questo il significato della domanda: “Non odi tu?”. I giudici sono persone accorte; possono facilmente misurare, intuire le situazioni. Un accusato può dire molte cose, anche proclamare la sua innocenza, ma il suo contegno, i suoi gesti sono sufficienti per rivelare quello che vi è nelle profondità del suo essere. In questa causa, l’accusato era il solo essere calmo; nessuna agitazione, nessuna emozione traspariva dal Suo Volto, nulla in quegli occhi profondi che guardavano aldilà della scena della morte, al Padre Suo. Le false accuse non turbavano il Suo cuore, perché la coscienza era in pace e il Suo intento di redenzione rimaneva incrollabile.</div>
<div id="_mcePaste">Quantunque Pilato non avesse probabilmente fatto tanta analisi, egli dovette intuire di trovarsi in presenza di un prigioniero diverso da tutti gli altri. Nelle tragiche esperienze della sua lunga carriera non aveva mai incontrato un uomo come quest’Uomo. Per questo interrogò: “Non odi tu quante cose testimoniano contro di te?”. Gesù non rispose. La sacra scrittura dice: “Egli non rispose nulla”. Non solo Gesù non dette alcuna risposta verbale, ma il Suo Volto, i Suoi occhi rimasero impassibili.  Egli era la calma del cielo.</div>
<div id="_mcePaste">Pilato si meravigliò grandemente, eppure cominciarono i compromessi col popolo. Questo, sotto l’influenza dei principali sacerdoti e degli anziani e spinto da essi chiese che barabba fosse liberato e Gesù ucciso. Pilato, colpito da stupore e perplessità per tale mandato, pronuncio le parole, grevi di significato eterno: “Che farò dunque di Gesù detto Cristo?”. Più che una domanda diretta ai Giudei era questo un triste soliloquio. Se fosse possibile conoscere i molti pensieri che s’affollarono in quella mente sconvolta, e i sentimenti che cozzarono in quel cuore turbato, sentiremmo Pilato dire a se stesso: “Ho visto molti condannati a morte. Ho versato sangue umano come acqua. Innumerevoli sono i delitti da me commessi. Una morte di più non m’importerebbe; eppure qualche cosa in me mi avverte che chi mi sta innanzi è una persona come nessun’altra, unica al mondo. Quest’uomo mi è stato messo nelle mani per invidia. Egli è innocente. E’ curioso, non posso classificarlo in nessuna categoria di uomini. Cosa mai devo fare di Lui? Rilasciarlo?… vengo a mettermi in una situazione di gravi conseguenze: persecuzione da parte dei giudei e accusato presso Cesare; Condannarlo?… vado contro quel sentimento sito profondo in me che non posso analizzare, ma che mi turba. Cosa devo fare di Lui?”</div>
<div id="_mcePaste">Pilato si trovava fra due alternative ugualmente mortali. Mentre si dibatteva confuso e turbato, gli fu trasmesso un messaggio segreto di sua moglie che gli diceva:” Non aver da fare nulla con quel Giusto, perciocché io ho sofferto oggi molto per Lui, in un sogno”. Non sappiamo se questo messaggio avrebbe potuto da solo prevalere nella mente di Pilato; ma insieme con il messaggio, gli stavano davanti, da una parte, la figura dell’accusato, solenne nella Sua maestà, e dall’altra l’odio accanito dei suoi accusatori. Il dilemma era terribile.</div>
<div id="_mcePaste">“Che farò dunque di Gesù, detto Cristo?”.</div>
<div id="_mcePaste">Vano era l’appello perché i nemici erano determinati; nulla poteva alterare il loro piano. Come l’urlo della tempesta, tutti gridarono: “Sia Crocifisso”. Meraviglie delle meraviglie. Pilato, più tardi, vedendo che non riusciva a dissuaderli dal loro intento, prese dell’acqua e si lavò le mani dicendo:” Io sono innocente del sangue di questo Giusto; pensateci voi”.</div>
<div id="_mcePaste">Inebriata della potenza dei suoi capi, è come ammaliata da un serpente, la folla, di pari consentimento, rispose, &#8211; Oh! La complicità del male, specialmente nelle masse religiose! – rispose:”Sia il suo sangue sopra e sopra i nostri figlioli”. La storia conferma questo sinistro verdetto. Abbiamo compassione di questo popolo infelice, perché non siamo migliori di loro. La storia è sotto i nostri occhi, e non già la filosofia della storia!!. Da questo triste incidente e dalle domande investigatrici di Pilato, veniamo ad alcune conclusioni pertinenti ai nostri tempi, e che speriamo siano un prologo adatto al nostro libro: Lui – il medesimo Uomo del quale Pilato fu meravigliato, il medesimo Uomo che, quel giorno, si trovò di fronte a vari mondi, epoche: era la congiunzione delle età, dei secoli, il pleroma tou chrounou – la pienezza dei tempi. Questi tempi, queste età si incontrarono con un altro tempo, un’altra età. Le potenze che parevano invincibili incontrarono quel giorno, un potere che appariva quasi insignificante, ma che era come il minuscolo seme di senape destinato a diventare grande.</div>
<div id="_mcePaste">Chiunque studia la religione cristiana e comincia a considerare le varie denominazioni e confessioni – non intendiamo analizzare, e tanto meno criticare o giudicare alcuna di esse – non può negare che vi è un conflitto d’opinioni, dottrine e conclusioni, tutte tratte dal medesimo libro, ed aventi tutte la pretesa di dipendere dalla medesima Persona. Ma leggiamo noi il libro come va letto? Comprendiamo noi questa Persona, come l’Onnipotente Iddio vorrebbe che la conoscessimo? A questo cercheremo di dare una risposta sobria, che non potrà mai essere esauriente, ma sarà solo un suggerimento.</div>
<div id="_mcePaste">I vari elementi che si incontrano – e s’incontrano tutt’ora – intorno a Gesù erano – e sono – opposti l’uno all’altro, finché ogni cristiano, riconoscendo la babele della confusione religiosa, giungerà ad una conclusione definitiva. Chi ha ragione? Qual è la setta che ha ragione? Chi ha realmente compreso il piano di Dio? Perché tanti errori sono sorti, pur essendo il punto di partenza uno solo? E’ rimasto puro il cristianesimo nel lungo corso dei tempi e delle opinioni? Dobbiamo credere nelle teorie teosofiche? Accettare le direttive della scienza cristiana, dobbiamo noi, rilevando porzioni dalle epistole e dagli Evangeli, accettarne le risultanti l’una dopo l’altra? Dove siamo? Purtroppo – hoime! – da qualunque parte ci voltiamo ci troviamo di fronte a questo dilemma: o questa direttiva, o Gesù Cristo; o una setta, o il Figliolo dell’Uomo – Figliolo di Dio. Dobbiamo scegliere tra il settarismo e Cristo, tra opinioni e rivelazioni. Il giorno deve venire in cui dal molteplice dobbiamo giungere all’Uno, dal complesso al Semplice. Il Signore per un tempo ci permette di inoltrarci nel complesso, di ascoltare molte teorie, e persino di vedere nella storia della Chiesa molti conflitti di opinioni e di deliberazioni. Ohime! Noi pure siamo stati perplessi e ci siamo domandato come Pilato: “Che faremo di Gesù chiamato Cristo, l’Unto?” Noi pure abbiamo nemici e siamo faccia a faccia con dei conflitti, desiderando fare a modo nostro ed avere rivincite dotati come noi siamo della facoltà di pensare, immaginiamo di essere qualificati per interpretare le Scritture, senza realizzare che così facendo, a poco a poco diventeremo e faremo una setta edificata sulla nostra propria teologia.</div>
<div id="_mcePaste">E sorge da capo la domanda: Che farò di Gesù, l’Unto, il Cristo? La risposta è: O Lui o me… me?… lettore non ti stupire, perché nelle tue opinioni e nel tuo settarismo ci sei te. Molti cosiddetti cristiani adorano ancora se stessi non Cristo. Usano quel Nome Benedetto come un manto. Ma nelle profondità del loro essere vi è l’idolo Io. Allora, che fare? Ricordiamoci le parole della grande Giuda, che se alcuno vuole, se realmente è disposto a seguire Lui, deve rinunciare a se stesso. La prima cosa da fare è rinunciare a noi. Alla nostra propria mente, alle nostre preferenze, ai nostri timori, alla nostra scelta, per seguire le orme del Figliolo dell’Uomo – Figliolo di Dio. A coloro che potrebbero pensare che non abbiamo presentato alcuna conclusione, rispondiamo: Siamo noi nell’obbligo di offrire una conclusione, di risolvere il problema? Ci è forse richiesto di comprendere ogni cosa, di afferrare e di analizzare con la mente tutta la Verità? Non vi è qualche cosa che ignoreremo sempre? Non dobbiamo noi attendere all’al di là, il regno della pienezza della luce perché le cose siano chiarite? Dio dichiara forse sempre tutti i Suoi motivi? Conosciamo e comprendiamo noi tutti i misteri di Dio? Conosciamo noi una cosa qualsiasi come dovremmo?</div>
<div id="_mcePaste">Lettore, tu sai nel tuo cuore qual è la risposta. Mettiamo dunque fine all’agitazione della mente irrequieta e aspettiamo che il signore ci riveli ogni cosa faccia a faccia. In questa vita vediamo e conosciamo solo in parte: la pienezza è riservata per l’al di là. Calchiamo ciecamente le orme del Figliolo dell’Uomo. E invece d’investigare e tentare di stabilire teorie su testi isolati, cerchiamo di comprendere che quei libri sacri furono scritti in occasioni e con uno scopo specifico. Di fatti il Nuovo Testamento fu scritto molto tempo dopo che la predicazione apostolica era stata iniziata, e secondo che le circostanze richiedevano: per questo motivo può non adattarsi esattamente a tutte le occasioni e necessità. Possiamo ricavarne benedette istruzioni. Ma la guida piena, perfetta, dobbiamo attenderla solamente dallo Spirito Santo.</div>
<p>E’ una triste verità che molte persone si trovano in grande confusione, specialmente negli ambienti religiosi. Pochi riescono a fuggire al tumulto di una mente turbata, agitata, e a trovare la via d’uscita da un angoscioso labirinto di teorie che si contraddicono l’una l’altra, pervenendo allo stato di riposo. In Galati 4:5 leggiamo:” Ma quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato il Suo Figliolo, fatto di donna, sottoposto alla Legge; affinché riscattasse (comprasse via) coloro che erano sotto la Legge, acciocché noi ricevessimo (potessimo accettare) l’adozione”.	Il Compimento del tempo.	Il tempo è composto da molti tempi. Qui il tempo si riferisce a pienezza, alla congiunzione delle età, delle epoche. – Nella vita di ognuno vi è la è pienezza del tempo, congiunzione di periodi o epoche. – Il nostro soggetto perciò è Cristo in rapporto con le età, i tempi. Alla Sua nascita i tempi si incontrarono a Betlemme; alla Sua morte si incontrarono al Calvario; e alla Sua risurrezione i tempi si incontrarono prima della tomba e dopo.	Occorre la Grazia per comprendere il Calvario. Parecchie età, parecchi tempi, parecchi mondi si incontrano in questo luogo: il tempo della Legge, dell’autorità civile. L’Impero Romano; il tempo della filosofia, cioè il mondo Greco dell’astuzia e dei sottili ragionamenti della mente (logia), che si era infiltrato persino nel Giudaismo; il tempo del Giudaismo, rappresentato dalla casta sacerdotale – Scribi e Farisei; e il mondo degli usurpatori, rappresentato dal re Erode, un Idumeo, che con adulazioni ed inganni, aveva ottenuto dall’Impero Romano il potere in Palestina.	Contro questi vari mondi o tempi, che parevano possenti e invincibili, ve ne era un altro – quello di Cristo, rappresentato da un Uomo dall’aspetto così debole e insignificante, che era non solo inutile, ma anche assurdo di pensare o di immaginare che il mondo di Lui potesse conquistare altri mondi.	Il rappresentante dell’Impero Romano al tempo della morte di Gesù, era un uomo infelice, benché la sua carriera fosse intrisa di sangue versato, eppure la crisi della sua vita venne quando, senza averlo premeditato né desiderato, egli incontro Gesù Cristo in quella fatidica mattina in cui egli, Pilato, fù chiamato a pronunciare il verdetto contro il Figliolo dell’Uomo &#8211; Figliolo di Dio.	Leggendo attentamente il racconto che danno i quattro evangeli, specialmente quello di Matteo (cap.27), possiamo a stento nascondere un sentimento che potremmo chiamare simpatia, verso quest’uomo. Di solito giudichiamo gli eventi del passato senza realizzare che trovandoci noi in simili circostanze, non avremmo agito meglio dei protagonisti di allora, ma forse peggio, perché lo spirito di Pilato non è morto. Meditiamo, perciò, senza portare giudizi sulle persone, perché chi giudica è Dio soltanto.	Di fronte al caso insolito, il Governatore, replicando, disse ai Giudei: “Quale dei due volete che io vi liberi? Ed essi dissero: Barabba”. Pilato aveva proposto questa scelta sperando che il popolo si sarebbe vergognato di dare la preferenza ad un omicida, e avrebbe pertanto deciso in favore di Gesù. Vana speranza. Il popolo non comprende facilmente come l’odio religioso sia inesorabile.. I principali sacerdoti e gli anziani, sapendo che Pilato non avrebbe ascoltato loro, ma bensì il popolo, avevano incitato e persuaso le masse a domandare Barabba, e ciò perché fosse sterminato Gesù. Ed essi risposero: “Barabba”.	Pilato rimase stupefatto. La prima sua sorpresa l’aveva avuta quella mattina quando, per rispetto alle tradizioni dei Giudei, egli era andato incontro a loro: essi desideravano mangiare la Pasqua, e non volevano contaminarsi entrando in un palazzo dei gentili. Allora Pilato accondiscese a recarsi in luogo neutro, dove potesse esaminare la causa in loro presenza. Appena Gesù gli fù presentato, il primo sguardo ispirò al Governatore il timore di trovarsi in presenza di un uomo non comune e tanto meno di un criminale: una sensazione singolare agitò il suo cuore indurito e la sua mente indifferente.<br />
Il processo cominciò con alcune domande fatte dal Governatore. Egli chiese dapprima ai Giudei perché gli presentassero quell’uomo. Che delitto aveva commesso Gesù? Ogni accusa deve essere esposta dall’accusatore, non dall’accusato e tanto meno dal giudice. L’astuzia dei Giudei – della setta religiosa del Giudaismo – traspare dalla loro risposta, che se Gesù non fosse malfattore, essi non Lo avrebbero condotto da Pilato. Strana introduzione per un processo criminale. In questo procedere è evidente il sofisma della mente Greca: a parte l’estetica e l’arte, la mente di quel popolo era talmente falsata dalle sottigliezze filosofiche, che dai ragionamenti risultavano conclusioni strane e contraddittorie. Pilato continuò ad interrogare, e i Giudei, aizzati dai loro capi, continuarono a lanciare accuse su accuse. Il Governatore non poteva fare a meno di notare il comportamento del prigioniero, e si meravigliava del Suo silenzio. Tutti coloro che incontrano Gesù sono nella meraviglia, perché Egli è meraviglioso, e sono trasportati dal campo dei ragionamenti, delle speculazione e delle abitudini umane, nel campo della rivelazione della nullità umana di fronte alla Maestà divina di Lui.	Pilato si meravigliò e fece il possibile per salvare Gesù. La sua situazione era alquanto precaria, perché molti delitti avevano oscurato il suo passato, e temeva di essere accusato presso Cesare. L’Impero Romano che non entrava in conflitti aperti a meno che vi fosse costretto, desiderava la pace nelle colonie; esso era edotto dalle difficoltà inerenti al governo della Palestina. Le caste religiose ne erano consapevoli, perciò intimorirono Pilato nella certezza che avrebbero ceduto alle loro richieste, ne risultò un duello fra il giudice e gli accusatori. L’accusato, Lui, rimaneva calmo e sereno.<br />
Guardando, ora questo prigioniero – Unico, come mai ve ne furono né ve ne saranno mai – ora gli accusatori, le perplessità di Pilato si accrebbero, e rivolgendosi di nuovo a Gesù, Gli chiese: “Non odi tu quante cose testimoniano contro di te ?”. Forse che Pilato credeva Gesù sordo, per cui non sentiva le accuse lanciate contro di lui? No, non è questo il significato della domanda: “Non odi tu?”. I giudici sono persone accorte; possono facilmente misurare, intuire le situazioni. Un accusato può dire molte cose, anche proclamare la sua innocenza, ma il suo contegno, i suoi gesti sono sufficienti per rivelare quello che vi è nelle profondità del suo essere. In questa causa, l’accusato era il solo essere calmo; nessuna agitazione, nessuna emozione traspariva dal Suo Volto, nulla in quegli occhi profondi che guardavano aldilà della scena della morte, al Padre Suo. Le false accuse non turbavano il Suo cuore, perché la coscienza era in pace e il Suo intento di redenzione rimaneva incrollabile.	Quantunque Pilato non avesse probabilmente fatto tanta analisi, egli dovette intuire di trovarsi in presenza di un prigioniero diverso da tutti gli altri. Nelle tragiche esperienze della sua lunga carriera non aveva mai incontrato un uomo come quest’Uomo. Per questo interrogò: “Non odi tu quante cose testimoniano contro di te?”. Gesù non rispose. La sacra scrittura dice: “Egli non rispose nulla”. Non solo Gesù non dette alcuna risposta verbale, ma il Suo Volto, i Suoi occhi rimasero impassibili.  Egli era la calma del cielo.	Pilato si meravigliò grandemente, eppure cominciarono i compromessi col popolo. Questo, sotto l’influenza dei principali sacerdoti e degli anziani e spinto da essi chiese che barabba fosse liberato e Gesù ucciso. Pilato, colpito da stupore e perplessità per tale mandato, pronuncio le parole, grevi di significato eterno: “Che farò dunque di Gesù detto Cristo?”. Più che una domanda diretta ai Giudei era questo un triste soliloquio. Se fosse possibile conoscere i molti pensieri che s’affollarono in quella mente sconvolta, e i sentimenti che cozzarono in quel cuore turbato, sentiremmo Pilato dire a se stesso: “Ho visto molti condannati a morte. Ho versato sangue umano come acqua. Innumerevoli sono i delitti da me commessi. Una morte di più non m’importerebbe; eppure qualche cosa in me mi avverte che chi mi sta innanzi è una persona come nessun’altra, unica al mondo. Quest’uomo mi è stato messo nelle mani per invidia. Egli è innocente. E’ curioso, non posso classificarlo in nessuna categoria di uomini. Cosa mai devo fare di Lui? Rilasciarlo?… vengo a mettermi in una situazione di gravi conseguenze: persecuzione da parte dei giudei e accusato presso Cesare; Condannarlo?… vado contro quel sentimento sito profondo in me che non posso analizzare, ma che mi turba. Cosa devo fare di Lui?” 	Pilato si trovava fra due alternative ugualmente mortali. Mentre si dibatteva confuso e turbato, gli fu trasmesso un messaggio segreto di sua moglie che gli diceva:” Non aver da fare nulla con quel Giusto, perciocché io ho sofferto oggi molto per Lui, in un sogno”. Non sappiamo se questo messaggio avrebbe potuto da solo prevalere nella mente di Pilato; ma insieme con il messaggio, gli stavano davanti, da una parte, la figura dell’accusato, solenne nella Sua maestà, e dall’altra l’odio accanito dei suoi accusatori. Il dilemma era terribile.	“Che farò dunque di Gesù, detto Cristo?”.	Vano era l’appello perché i nemici erano determinati; nulla poteva alterare il loro piano. Come l’urlo della tempesta, tutti gridarono: “Sia Crocifisso”. Meraviglie delle meraviglie. Pilato, più tardi, vedendo che non riusciva a dissuaderli dal loro intento, prese dell’acqua e si lavò le mani dicendo:” Io sono innocente del sangue di questo Giusto; pensateci voi”. Inebriata della potenza dei suoi capi, è come ammaliata da un serpente, la folla, di pari consentimento, rispose, &#8211; Oh! La complicità del male, specialmente nelle masse religiose! – rispose:”Sia il suo sangue sopra e sopra i nostri figlioli”. La storia conferma questo sinistro verdetto. Abbiamo compassione di questo popolo infelice, perché non siamo migliori di loro. La storia è sotto i nostri occhi, e non già la filosofia della storia!!. Da questo triste incidente e dalle domande investigatrici di Pilato, veniamo ad alcune conclusioni pertinenti ai nostri tempi, e che speriamo siano un prologo adatto al nostro libro: Lui – il medesimo Uomo del quale Pilato fu meravigliato, il medesimo Uomo che, quel giorno, si trovò di fronte a vari mondi, epoche: era la congiunzione delle età, dei secoli, il pleroma tou chrounou – la pienezza dei tempi. Questi tempi, queste età si incontrarono con un altro tempo, un’altra età. Le potenze che parevano invincibili incontrarono quel giorno, un potere che appariva quasi insignificante, ma che era come il minuscolo seme di senape destinato a diventare grande.	Chiunque studia la religione cristiana e comincia a considerare le varie denominazioni e confessioni – non intendiamo analizzare, e tanto meno criticare o giudicare alcuna di esse – non può negare che vi è un conflitto d’opinioni, dottrine e conclusioni, tutte tratte dal medesimo libro, ed aventi tutte la pretesa di dipendere dalla medesima Persona. Ma leggiamo noi il libro come va letto? Comprendiamo noi questa Persona, come l’Onnipotente Iddio vorrebbe che la conoscessimo? A questo cercheremo di dare una risposta sobria, che non potrà mai essere esauriente, ma sarà solo un suggerimento.	I vari elementi che si incontrano – e s’incontrano tutt’ora – intorno a Gesù erano – e sono – opposti l’uno all’altro, finché ogni cristiano, riconoscendo la babele della confusione religiosa, giungerà ad una conclusione definitiva. Chi ha ragione? Qual è la setta che ha ragione? Chi ha realmente compreso il piano di Dio? Perché tanti errori sono sorti, pur essendo il punto di partenza uno solo? E’ rimasto puro il cristianesimo nel lungo corso dei tempi e delle opinioni? Dobbiamo credere nelle teorie teosofiche? Accettare le direttive della scienza cristiana, dobbiamo noi, rilevando porzioni dalle epistole e dagli Evangeli, accettarne le risultanti l’una dopo l’altra? Dove siamo? Purtroppo – hoime! – da qualunque parte ci voltiamo ci troviamo di fronte a questo dilemma: o questa direttiva, o Gesù Cristo; o una setta, o il Figliolo dell’Uomo – Figliolo di Dio. Dobbiamo scegliere tra il settarismo e Cristo, tra opinioni e rivelazioni. Il giorno deve venire in cui dal molteplice dobbiamo giungere all’Uno, dal complesso al Semplice. Il Signore per un tempo ci permette di inoltrarci nel complesso, di ascoltare molte teorie, e persino di vedere nella storia della Chiesa molti conflitti di opinioni e di deliberazioni. Ohime! Noi pure siamo stati perplessi e ci siamo domandato come Pilato: “Che faremo di Gesù chiamato Cristo, l’Unto?” Noi pure abbiamo nemici e siamo faccia a faccia con dei conflitti, desiderando fare a modo nostro ed avere rivincite dotati come noi siamo della facoltà di pensare, immaginiamo di essere qualificati per interpretare le Scritture, senza realizzare che così facendo, a poco a poco diventeremo e faremo una setta edificata sulla nostra propria teologia.	E sorge da capo la domanda: Che farò di Gesù, l’Unto, il Cristo? La risposta è: O Lui o me… me?… lettore non ti stupire, perché nelle tue opinioni e nel tuo settarismo ci sei te. Molti cosiddetti cristiani adorano ancora se stessi non Cristo. Usano quel Nome Benedetto come un manto. Ma nelle profondità del loro essere vi è l’idolo Io. Allora, che fare? Ricordiamoci le parole della grande Giuda, che se alcuno vuole, se realmente è disposto a seguire Lui, deve rinunciare a se stesso. La prima cosa da fare è rinunciare a noi. Alla nostra propria mente, alle nostre preferenze, ai nostri timori, alla nostra scelta, per seguire le orme del Figliolo dell’Uomo – Figliolo di Dio. A coloro che potrebbero pensare che non abbiamo presentato alcuna conclusione, rispondiamo: Siamo noi nell’obbligo di offrire una conclusione, di risolvere il problema? Ci è forse richiesto di comprendere ogni cosa, di afferrare e di analizzare con la mente tutta la Verità? Non vi è qualche cosa che ignoreremo sempre? Non dobbiamo noi attendere all’al di là, il regno della pienezza della luce perché le cose siano chiarite? Dio dichiara forse sempre tutti i Suoi motivi? Conosciamo e comprendiamo noi tutti i misteri di Dio? Conosciamo noi una cosa qualsiasi come dovremmo?<br />
Lettore, tu sai nel tuo cuore qual è la risposta. Mettiamo dunque fine all’agitazione della mente irrequieta e aspettiamo che il signore ci riveli ogni cosa faccia a faccia. In questa vita vediamo e conosciamo solo in parte: la pienezza è riservata per l’al di là. Calchiamo ciecamente le orme del Figliolo dell’Uomo. E invece d’investigare e tentare di stabilire teorie su testi isolati, cerchiamo di comprendere che quei libri sacri furono scritti in occasioni e con uno scopo specifico. Di fatti il Nuovo Testamento fu scritto molto tempo dopo che la predicazione apostolica era stata iniziata, e secondo che le circostanze richiedevano: per questo motivo può non adattarsi esattamente a tutte le occasioni e necessità. Possiamo ricavarne benedette istruzioni. Ma la guida piena, perfetta, dobbiamo attenderla solamente dallo Spirito Santo.</p>
<p><em><strong>Giuseppe Petrelli</strong></em> &#8211;  Continua&#8230;.  sotto la 2° parte</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/edap.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/edap.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/edap.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/edap.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/edap.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/edap.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/edap.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/edap.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/edap.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/edap.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/edap.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/edap.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/edap.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/edap.wordpress.com/143/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=143&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Al Golgota si incontrano le età 2° parte</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 13:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdaPade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogroll]]></category>
		<category><![CDATA[G.Petrelli]]></category>
		<category><![CDATA[evangelici cristiani pentecostali]]></category>

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		<description><![CDATA[Non dobbiamo cominciare dal libro per arrivare a Cristo, ma scendere da Cristo al Libro. La Rivelazione, l’intuizione divina, viene in primo luogo; la dottrina viene dopo. Nell’originale, il vocabolo adoperato per “Parole” rema si riferisce, in una porzione dell’Antico Testamento (septuagint) a fatti. Nel Signore, parole e fatti sono equivalenti; Le parole sono realtà &#8230; <a href="http://edap.wordpress.com/2010/08/18/al-golgota-si-incontrano-le-eta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=139&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<div id="_mcePaste">
<blockquote>
<div id="_mcePaste" style="text-align:center;"><strong><a href="http://edap.files.wordpress.com/2010/08/imagesbible.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-152" title="imagesbible" src="http://edap.files.wordpress.com/2010/08/imagesbible.jpg?w=90&#038;h=68" alt="" width="90" height="68" /></a>Non dobbiamo cominciare dal libro per arrivare a Cristo,</strong></div>
<div style="text-align:center;"><strong> ma scendere da Cristo al Libro.</strong></div>
</blockquote>
<div>La Rivelazione, l’intuizione divina, viene in primo luogo; la dottrina viene dopo. Nell’originale, il vocabolo adoperato per “Parole” rema si riferisce, in una porzione dell’Antico Testamento (septuagint) a fatti. Nel Signore, parole e fatti sono equivalenti; Le parole sono realtà e non vaghe espressioni che passano. Per cui, se desideriamo realtà in noi, dobbiamo cominciare col guardare Gesù, mettendoci sotto la guida dello Spirito Santo, il quale Egli ha mandato come Maestro nella Chiesa. Naturalmente, lo Spirito santo adopera anche il libro, ma solo come conferma.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>In ogni cosa, anche se ascoltiamo maestri e leggiamo libri, dobbiamo attendere l’ultima parola, la conferma, dalla bocca stessa di Gesù Cristo. Abbiamo un solo Maestro, come abbiamo un solo Padre, pur avendo molti padri nella Chiesa e molti maestri istruiti dal grande Maestro. Pensieri, opinioni, vanno e vengono, ma dobbiamo portarli in cattività a Gesù Cristo, lasciandoli nelle Sue potenti Mani, onde Egli ci dia quello di cui abbiamo bisogno, e accettando solo quanto ci andrà ripetendo, volta per volta, nella quiete del riposo e della pace.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Questa è la soluzione. Non ne conosciamo nessun’altra. Affascinati oggi da un valente maestro umano, possiamo domani rimanere incantati da un altro, anche se questi ci fa giungere alla conclusione opposta. Mentre il circolo vizioso si ripete, noi rimaniamo sempre nel dubbio, mai fondati.Ma benedetto il giorno in cui, non aspettando nulla da noi medesimi, ed essendo passati da esperienze ed avendo ascoltato molti e letto assai, per Grazia Sua saremo entrati nel riposo, lasciando tutti i problemi nelle Sue potenti mani.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>A questo punto una parola alla Chiesa e a tutti coloro che percorreranno fino all’ultima, queste pagine, imperfette si, ma scritte con tutta sincerità. La risposta del Giudaismo – parliamo del popolo e non della dispensazione dell’Antico Testamento, dispensazione sacra che riveriamo e che ha compiuto il suo compito – alla domanda del Governatore romano: “Che farò io?”, fu: “Sia Crocifisso!”.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Noi comprendiamo poco la Croce di Gesù, perché siamo troppo lontani da quell’epoca e dalle prime impressioni della predicazione apostolica. Per i Greci, i quali non potevano figurarsi un uomo crocifisso come salvatore dell’umanità, la Croce era pazzia; per i Giudei era uno scandalo. Quel tempo, essendo ormai cosi remoto, non ci è facile apprezzare l’importanza della Croce, a meno che possiamo rappresentarci un Uomo Crocifisso, appeso fra cielo e terra: il cielo non Lo aveva ancora accolto, la terra Lo aveva espulso, rigettato. Egli era appeso come un maledetto, fra l’alto e il basso.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Questo è pure lo stato della Chiesa, dei veri seguaci di Gesù, la cui fede, pur guardando essi a Dio, passa sovente da notti fonde, senza rivelazioni, senza benedizioni visibili, perché il piano di Dio è che dipendiamo interamente dalla Sua fedeltà, sapendo noi chi Egli è. Dio non può mentire, perciò penserà Lui a farci giungere all’altra sponda. Se non abbiamo la vittoria – e nessuno ha la piena vittoria – Egli ci trasporterà nel Regno della Luce. Abbiamo dunque pazienza, apprezziamo la fede, perché senza la fede è impossibile piacere a Dio. Frattanto, noi pure siamo individui crocifissi. Dicendo noi, non vogliamo indicare coloro che sono e vogliono rimanere settari, ma coloro che sono crocifissi – non crocifissori – calunniati – non calunniatori – che soffrono – eppure non infliggono sofferenze ad altri. Costoro sono la vera Chiesa di Cristo: vivono una vita crocifissa. Come lo Sposo fu crocifisso, cosi la Chiesa deve essere crocifissa.  Non sarà necessariamente una crocifissione fisica, ma sarà la crocifissione del cuore e della mente. Ricordiamoci le parole del Cantico dei Cantici: che dobbiamo portare lo Sposo come un sigillo nel nostro cuore, amandoLo di un amore eterno, invincibile; e come un sigillo nelle nostre braccia, perché tutto il nostro lavoro deve provenire da Lui, essere compiuto a mezzo di Lui e per Lui.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Gesù fu crocifisso in un luogo desolato chiamato Golgota – teschio – Calvario: nessun albero, nessuna vegetazione, nulla di attraente, nessuno sguardo, nessuna voce, nessun volto; nulla, salvo la squallida e tetra sommità di un colle sul quale il Sangue dell’Innocente stillò goccia a goccia. Noi pure dobbiamo diventare un Calvario, spoglio di qualsiasi pretesa, e che riceve vita per quanto il Suo sangue, goccia a goccia, trasmetterà.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Come Gesù, il Cristo, trovandosi di fronte a vari mondi, senza risentire ne spavento ne emozione alcuna, rimase sereno, calmo, dipendendo del continuo dal Padre Suo, ed accettò la crocifissione – termine della Sua carriera – così pure la Chiesa deve rimanere imperturbata, serena di fronte alla babele dei conflitti religiosi, scevra di spirito e di vendetta, non giudicando mai, ne cercando di ragionare o persuadere alcuno con sforzi propri. Pilato, l’uomo dal quale c’era meno d’aspettarselo, fu turbato, quel giorno, in Gerusalemme. Uomo crudele com’era, macchiato di molti delitti, egli fu commosso dal Volto di Gesù. Qualcuno può essere convinto dalla nostra condotta, perché come non viviamo a noi stessi, non moriamo a noi stessi. Siamo in un mondo di relazioni dove ogni cosa tocca ogni cosa e ognuno.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>I mondi s’incontrano alla nascita di Gesù: Egli rimane impareggiabile, unico. I mondi s’incontrano nell’aula del tribunale, al Calvario, alla Sua morte: Egli rimane impareggiabilmente Unico. Dei mondi s’incontrano intorno al cristiano; egli pure deve rimanere impareggiabile. Al sepolcro di gesù s’incontrano giureconsulti onorati, magistrati insieme alla peccatrice penitente, la madre di Gesù e coloro che più Gli erano affezionati. Alla Sua resurrezione grandi cose avvennero. Eppure l’odio dei nemici non si placò mai: nemmeno la resurrezione non li commosse. Ohimè! Nessun segno evidente è efficace dove l’odio domina – e l’odio religioso è il peggiore di tutti. Dei mondi s’incontrano a Gerusalemme durante la predicazione apostolica. Epoche, mondi, s’incontrano quando il Sinedrio cercò di ridurre al silenzio Pietro e Giovanni.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Mondi hanno sempre affrontato e affrontano Gesù.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>In ultima analisi, e concludendo, notiamo che vi sono due forse che dominano l’universo: il bene – DIO; il male – SATANA. Il male non può essere eterno: alla fine il bene, lo spirito del bene trionferà. Al principio i mondi sembravano – e sembrano tutt’ora – invincibili, onnipotenti; ad affrontarli vi fu &#8211; e vi è – l’Unica Persona di Gesù. Egli apparve a Gerusalemme senza difesa, senza potenza, e fu crocifisso in debolezza; ma Egli resuscito potente. Gesù parve, ma non fu mai, &#8211; e nemmeno lo è ora – debole. Difatti, non vi è debolezza nel soffrire; anzi, l’unica forza è nella sofferenza. L’espressione più elevata della Saggezza e della Potenza di Dio sta nella crocifissione – la Croce essendo il culmine della potenza e della saggezza. Quello che sembrava insignificante, senza forza, doveva essere la sola cosa che ha un significato, che ha potenza;; ogni altra cosa è transitoria. Solo uno è la Verità; benché le affermazioni di eventi nel Libro furono – e sono – vere, nel linguaggio biblico, verità è quello che rimane, che ha sostanza, che è eterno.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Seduto su un colle che dominava Gerusalemme col suo tempio grande ed imponente ricostruito da Erode, e la cui magnificenza sfida la qualsiasi descrizione – orgoglio dei Giudei – un Uomo, senza fama, senza molti seguaci, circondato da pochi e insignificanti discepoli oriundi di una provincia disprezzata, la Galilea dei Gentili, non rispettata dai Gentili perché appartenente alla Palestina, e tenuta in poco conto dai Giudei, dato che confinava col paese dei Gentili – quest’Uomo , che nella Sua umiliazione appariva povero, pronunciò le parole che sono il tema vitale, il filo rosso che ci guida nel labirinto della vita, e che ci affranca dalle varie opinioni degli umani, anche nel campo religioso – Gesù disse: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>&#8220;Lettore, che tutto scompaia nella tua vita: non aderire a nulla, a nessun credo, a nessuna opinione, a nessuna definizione e a nessuna classe di gente, perché presto o tardi tutto scomparirà. La nostra meta deve essere una Persona, un Volto, un Messaggio. Lascia che Cristo abbia l&#8217;ultima  parola in te in ogni cosa, perché il cielo e la terra passeranno, ma Gesù e le Sue parole sono eterne. Che tutto nella tua vita svanisca, perché Gesù soltanto possa rimanere.&#8221;</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Il soggetto è cosi sublime che preghiamo il lettore di pazientare se, a questo punto, aggiungiamo qualche cosa che ci è passato più volte nella mente e nel cuore. Tutti abbiamo periodi di dubbi e perplessità. Noi pure siamo familiari col mondo scientifico e sappiamo che l’universo è immenso. Sappiamo pure che taluni dubitano dell’esistenza di una Persona di nome Gesù Cristo. Che follia! Mentre nella nostra corrispondenza giornaliera scriviamo una data, che dovette necessariamente cominciare a un certo punto di un certo luogo – molte volte dubitiamo dell’origine e della causa di questa data.  Pur vedendo il risultato del cristianesimo che ha permeato come un lievito tutto e tutti nel mondo quantunque certuni possano non aver nemmeno udito il nome di Cristo – ci accade talvolta di dubitare ancora.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Azzardiamo un’ipotesi. Supponiamo che Cristo non esista e che l’Evangelo sia l’invenzione di alcuni illusi, o anche che sia un prodotto letterario di un’epoca di mentalità e civilizzazione diverse dalle nostre. Ohimè! La illogicità della gente cosiddetta logica e più illogica di quello che possiamo immaginare di più strano.Ma andiamo avanti nella nostra ipotesi: nessun Cristo, nessun Gesù; solo caos; Dio così distante e misterioso che nessuno può dirne nulla non avendo Colui che ne può dare la rivelazione. Supponiamo che tutto sia distrutto. E allora?… Ignoriamo quale possa essere la risposta del lettore. Ecco la nostra.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Non manteniamo tale supposizione perché noi sappiamo in chi abbiamo creduto. Vi è una realtà in noi, grazie al potente Spirito Santo: Ma supponendo qualsiasi supposizione, cosi rispondiamo: Tommaso – in quel giorno ricco di eventi, in cui Gesù deliberò di tornare in Giudea per resuscitare Lazzaro, per cui i discepoli temettero che questa volta Egli sarebbe stato lapidato dai Giudei – Tommaso, parlando per tutti, pronunciò le parole che furono come un incoraggiamento per gli altri, nonché un’affermazione di ciò che aveva nel cuore. Il suo pensiero era: “E’ inutile tentare di dissuadere il Maestro, perché vuole andare in Giudea. Inutile anche farsi illusioni che lo lasceranno in vita, perché hanno deliberato di ucciderLo. Ma cosa faremmo se Egli si reca a Gerusalemme solo e muore? Che sarà di noi se ci viene a mancare? Dobbiamo decidere! Andare, Egli andrà: e noi non vogliamo restare senza di Lui”.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>“Andiamo anche noi acciocché moriamo con Lui”.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Quello che avvenne è noto. Lazzaro fu resuscitato. Gesù non venne ucciso quella volta, ma trattenuto per la crocifissione.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Se un tale Cristo non fosse mai esistito, se la narrazione che ne abbiamo fosse l’invenzione di illusionisti e di menti falsate, che cosa rimarrebbe a noi, che ci siamo cibati dell’Evangelo, che da tanti anni siamo alla scuola dello Spirito Santo, e che abbiamo, per questo potente Gesù un amore che si va sempre più intensificando, avendo riconosciuto la vanità di ogni cosa intorno a noi e avendo perduto ogni fiducia in noi stessi e nell’umanità – all’infuori della Grazia? Che sarebbe di noi se questo potente Signore non fosse mai esistito, se l’Evangelo fosse una fantasia che cosa ci resterebbe? Dove andremmo? In chi ci confideremmo? Senza Gesù tutto sarebbe un caos, e come Tommaso diremmo: Se questo non è altro che illusione, non rimane nulla: meglio è allora scomparire con Lui! Non desideriamo restare in questo mondo, perché non speriamo nulla, in nessuno!</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Ma – grazie a Dio vi è un glorioso Ma – Gesù, l’unica REALTA’ dell’universo, che ci conduce nel regno della piena realtà, è VIVENTE! E perché Egli vive, noi pure viviamo. Benché in un mondo di confusione, guardando all’al di là, al giorno in cui, traslati nel regno della Luce, vedremo ogni cosa chiara, rimanendo per sempre strettamente uniti al Figliolo dell’Uomo-Figliolo di Dio.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span>Benedetto sia il Suo Nome ora e in eterno. Amen</div>
<div id="_mcePaste"><span style="white-space:pre;"> </span><em><strong>Giuseppe Petrelli</strong></em></div>
</div>
</div>
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		<title>Camminare senza sostegno</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 00:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdaPade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogroll]]></category>
		<category><![CDATA[G.Petrelli]]></category>
		<category><![CDATA[evangelici cristiani pentecostali]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;La presenza del fratello, certo, vi è stata di conforto; ma dobbiamo imparare a rimanere soli, e volare come le aquile nelle grandi alture. Tutte le lezioni ed esperienze tendono a farci imparare a camminare senza sostegno di altro uomo, ma sempre appoggiati, anche quando non vediamo e non sentiamo nulla, all&#8217;invisibile. Anche per questo &#8230; <a href="http://edap.wordpress.com/2010/01/05/camminare-senza-sostegno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=136&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;La presenza del fratello, certo, vi è stata di conforto; ma dobbiamo imparare a rimanere soli, e volare come le aquile nelle grandi alture.</p>
<p>Tutte le lezioni ed esperienze tendono a farci imparare a camminare senza sostegno di altro uomo, ma sempre appoggiati, anche quando non vediamo e non sentiamo nulla, all&#8217;invisibile.</p>
<p>Anche per questo il Signore ci sparpaglia e allontana gli uni dagli altri, anzi, di preferenza ci tiene lontani da quelli che più vorremmo avere vicini.</p>
<p>Non si può stare sempre nelle radunanze, o girare.</p>
<p>Vicino al diletto dello spirito vi è spesso, un pò e, a volte, più di un pò , un diletto della carne, di quella carne sottile sottile, vestita di religiosità. Perciò, qualche volta vi è più santità nel privarsi che nel troppo partecipare.</p>
<p>Se siamo mal capiti dai più intimi, ci serva di scuola.</p>
<p>O è una prova, o raccogliamo qualche cosa che abbiamo seminato in altri tempi, anche in falsi giudizi, sia pure non espressi, ma segreti. Oppure abbiamo seminato un parlare, benché semplice, ma leggero, cioè non prudente. Dunque, stiamo raccogliendo dal vecchio. Badiamo, d&#8217;ora innanzi, a seminare solo allo spirito, cioè, per la gloria di Dio&#8230;..</p>
<p>Giuseppe Petrelli (4° annale &#8211; pag. 192)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/edap.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/edap.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/edap.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/edap.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/edap.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/edap.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/edap.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/edap.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/edap.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/edap.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/edap.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/edap.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/edap.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/edap.wordpress.com/136/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=136&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il numero della bestia &#8211; 666 Apocalisse 13.18</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 14:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdaPade</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[evangelici cristiani pentecostali]]></category>

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		<description><![CDATA[Apocalisse 13.18 &#8220;Nota: noi aborriamo le inutili discussioni. Molto si e scritto sul numero 666; come del resto circa &#8220;apocalisse&#8221;. Avvertiamo che le applicazioni sui passi scritturali, spesso sono varie ed edificanti: Il senso della Parola (qui intendiamo ANCHE scrittura) é &#8220;infinito&#8221;. Illuminando secondo le varie capacità ricettive. Ora al soggetto. Cosi il sacro scrittore: &#8230; <a href="http://edap.wordpress.com/2009/12/08/il-numero-della-bestia-666-apocalisse-13-18/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=121&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apocalisse  13.18</p>
<p>&#8220;Nota: noi aborriamo le inutili discussioni. Molto si e scritto sul numero 666; come del resto circa &#8220;apocalisse&#8221;. Avvertiamo che le applicazioni sui passi scritturali, spesso sono varie ed edificanti: Il senso della Parola (qui intendiamo ANCHE scrittura) é &#8220;infinito&#8221;. Illuminando secondo le varie capacità ricettive. Ora al soggetto.  Cosi il sacro scrittore: &#8220;Qui è la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia; Conciosiacché sia numero d&#8217;uomo; E&#8217; il suo numero è seicentosessantasei&#8221; (apocalisse 13:18). Sapienza e intendimento precedono il contare il numero della bestia (si leggano i versi 11 e 18 dello stesso capitolo). Sapienza, quella che è dal cielo, data liberamente a chi la chiede . Comincia ad essere savio chi teme Dio; diviene savio chi rinuncia a se stesso. Un esempio: Giobbe temeva Dio; era quindi nel principio della sapienza, la quale acquistò dopo aver udito il messaggero Celeste (Heliu), ed essere portato faccia a faccia alla Voce e Parola dell&#8217;Onnipotente. Intendimento &#8211; dono compagno della Sapienza (Isaia 11:&#8221;, Sapienza con intendimento), misura e penetrazione di ciò che è nascosto in superficie. &#8220;Conti il numero&#8221;. Esame attento, penetrante, minuto. Non ci si inganni cercando lontano o in astratte teorie, o in esempi storici di uomini che fecero male nel loro tempo, ma non sono più. Il numero è presente e non lontano. E&#8217; un numero d&#8217;uomo. &#8220;Il sacro scrittore, nel dire &#8220;uomo&#8221; , senz&#8217;altra aggiunta, il più delle volte qualifica &#8220;Uomo di terra&#8221;. Un esempio: In Giovanni 3:32 &lt;&lt;&#8230;ma nessuno riceve la sua testimonianza&gt;&gt;. Nessuno (cosi nel testo &#8211; Nessuno &#8211; alcuni con buon senno hanno: Nessun uomo). L&#8217;uomo naturale, appoggiato sulle sue forze, non riceve. Due sono di fronte: il presuntuoso che vuole indagare sulle sue forze, e l&#8217;arreso al lavoro preparatorio dello Spirito Santo che apre il cuore e riceve. Vi è un lavoro segreto dello Spirito Santo in ogni uomo, appoggiato sulla Luce che illumina ogni uomo. Perciò quel numero (666) di Apocalisse 13:18 è &#8220;CONTATO&#8221; da chi chiede guida dall&#8217;alto, e scopre che esso numero è L&#8217;UOMO. Fra le creature non ve n&#8217;è alcuna che sia capace, se arresa, di elevarsi in Cielo; e se ribelle, di divenire &#8220;Bestia&#8221; e al di sotto della bestia, se non l&#8217;uomo. Ma che è dunque il 6-6-6?. Questo numero e scritto un&#8217;altra volta nella scrittura, ed in 2 Cronache 9-13:&#8221; Ora il peso dell&#8217;oro che veniva a Salomone ogni anno, era di seicentosessantasei talenti d&#8217;oro&#8221; Seicentosessantasei talenti d&#8217;oro: una grande moneta in quel tempo.Non è qui il luogo di esaminare il regno di Salomone quale figura del Regno Pacifico di Dio.Il simbolo vi è, ma vale per quanto di ragione, perché Salomone e il suo governo, benché senza guerre in quel tempo, preparavano guerre e rovine. Molto e da molti era portato a Salomone da vicino e da lontano, tra cui si noti, 2 Cronache 9:21, oltre ad oro argento ed avorio, anche scimmie e pappagalli (alcuni traducono &#8220;Pavoni). Strano miscuglio di ricchezze, con scimmie e pappagalli (o peggio vanitosi pavoni). Grande ricchezza &#8211; Grande correzione. Il numero è un presente continuo: Superbia di grandezze, ingordigia sono in quel numero.  Superbia &#8211; origine del peccato. Avarizia &#8211; origine dei mali, si danno la mano.&#8221; Ed ora un coraggioso sguardo a noi, specie a quelli di noi, che siamo in civiltà più avanti di altri. Chi medita sul serio il sermone sulla montagna, e segue Gesù nei vari insegnamenti,  nota la di Lui insistenza al non essere nemmeno preoccupati per i beni della terra. Si noti Matteo 6:24 : &#8220;Nessuno può servire due Signori- Dio e Mammona&#8221;, e verso 30, alla fine del capitolo. Inoltre si rilegga la parabola del ricco stolto (Luca 12:13-20). Si noti che la severa risposta di Gesù fu data ad un (uomo) che invece di udire attento, commosso, l&#8217;esortazione di Lui a dipendere dallo Spirito Santo, quel tale (uomo) faceva calcoli di come sfruttare l&#8217;influenza di Gesù per casi economici. E ve ne sono molti che mescolati ad uditori del vangelo che invece di udire dal cielo, fanno calcoli terreni. Limitiamoci, invitando a rileggere come l&#8217;entusiasta che &#8220;Corse &#8221; a Gesù con parole belle, domandando guida per la vita eterna, alla risposta che lo esortava a vendere tutto e darlo ai poveri, prendere la Croce e , povero, seguire il Grande Povero, deluso, si allontano, triste, perché aveva molti beni &#8221; (il Mammona, il 666- UOMO&#8221;) Purtroppo, senza la grazia di Dio, l&#8217;occhio, il cuore, non si saziano mai di desiderare e procacciare i beni terreni&#8230; Concludiamo: Chi esamina spassionato le cause complesse dei conflitti fra le nazioni, cause che hanno insanguinato la terra, e minacciano future, più gravi distruzioni, si persuaderà che alla base di ogni discordia, vi sono &#8220;superbie di preminenza&#8221; ed &#8220;avarizia&#8221; a chi può afferrare e tenere i beni della terra. Lusso ed altro penetrano e si stendono dovunque, insieme ad ansiose preoccupazioni e paure, mentre riesce sempre più arduo interessare &#8211; davvero &#8211; le anime alla rinuncia al &#8220;SE STESSO&#8221;, e ad amare la povertà, sia quella in spirito che l&#8217;altra, contenti di campare alla giornata. I movimenti religiosi, spesso solenni e con grandi numeri non mancano, però i poveri sono in minoranza. La benedetta povertà, titolo al Regno di Dio, ha pochi seguaci, mentre il 666 fa strage lusingando molti con belle parole che suonano, ma non sono religiose, della religione che nel suo vero significato e :&#8221;doppio legame tra la creatura e il Creatore&#8221;. Le menti, diciamo, delle chiese, in maggioranza sono distratte, cercando altrove, lontano, il 666 laddove esso insidia tutti, anche i meglio intenzionati, affinché non lo scoprano e se ne guardino. I culti religiosi si moltiplicano, ma dove sono i profeti, ed altri veri servi che guardano il problema di fronte e gridano all&#8217;orecchio ed al cuore di Gerusalemme: &#8220;Attenti alla Superbia ed all&#8217; Avarizia, le quali hanno molte ramificazioni ! &#8221;  Epoca eccezionale è la nostra: non vi è mai &#8220;Basta&#8221; a riempire le casa e ad allargare le possessioni, dando al cielo, superficialmente, gli ultimi ritagli di tempo, e un poco, poco di denaro. Indifferenza, peggiore dell&#8217;odio, insidia che addormenta. Ma il Signore ha i suoi che non hanno piegato le ginocchia all&#8217;Idolo Mammona e non lo hanno baciato. Oh poveri di Cristo, coraggio! E se ricchi di beni terreni, voi sapete che essi vi sono affidati per dare conto al Signore, essendo voi semplici amministratori. Oh mio fratello, basta con le vuote teorie. chiedi con me grazia per sapienza con intendimento, per contare, davvero, il numero della bestia il 666. I tuoi beni sono nel cielo. Amen&#8230;</p>
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		<title>Di Dio: del figliuolo di Dio</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 22:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdaPade</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quindi abbiamo avuto fede nel Figliolo, cioè siamo venuti a Lui, cominciamo ad impossessarci dei beni di Lui: cioè, coloro che sono nel Regno, e ne intendono i misteri, arrivano ad identificarsi col Figliolo. Dopo aver avuto fede verso, per, in, non se ne contentano più: sono stanchi di guardare a se medesimi, ed esaminarsi &#8230; <a href="http://edap.wordpress.com/2009/10/03/di-dio-del-figliuolo-di-dio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=119&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi abbiamo avuto fede nel Figliolo, cioè siamo venuti a Lui, cominciamo ad impossessarci dei beni di Lui: cioè, coloro che sono nel Regno, e ne intendono i misteri, arrivano ad identificarsi col Figliolo. Dopo aver avuto fede verso, per, in, non se ne contentano più: sono stanchi di guardare a se medesimi, ed esaminarsi se hanno, e quanta ne hanno, di fede,  ma si lanciano nel cuore del Figliolo di Dio, del quale hanno avuto più larga rivelazione, e si appropriano le Sue ricchezze. Gesù fù uomo di Fede; conobbe il Padre. Conoscere, amare, credere sono legati insieme. Alla tomba di Lazzaro, ringraziò prima che il morto fosse risuscitato: Fede, di fronte al morto seppellito da quattro giorni. Fede come il granello di senape e, non più la nostra fede; ma è afferrare, con amore tenace Gesù e la confidanza che Egli ha nel PADRE SANTO, IDDIO BUONO. Dapprincipio, il seme è piccolo, il più piccolo dei semi dell&#8217;orto. Forse alcuni prenderanno queste parole come vaporose. Ma quando il piccolo seme è seminato, produrrà l&#8217;effetto più grande di tutto ciò che ne è sperimentato. Abbi il granel di senape, la fede del Figliolo di Dio, traffica, semina e vedrai il risultato: la pianta più grande dell&#8217;orto. Tutto si ripara in quella pianta: un piccolo seme ma vivo; un risultato immenso.. Gli uccelli si riparano nei rami. Non occorre indagare chi siano questi uccelli, ne pensare a mali cose. No. L&#8217;enfasi, il centro della parabola, l&#8217;insegnamento che nasconde, non è circa gli uccelli, e rami, ma sulla piccolezza e produttività del seme. Tutto è riparato nei rami della pianta cresciuta dal piccolo seme. Una grande pianta è visibile ora. La Fede, specie quella di Dio, porta effetti visibili anche in questa vita. Mentre pare un nulla all&#8217;occhio carnale, pure è, nei suoi effetti, la più grande realtà dell&#8217;universo, e benefica tutti gli uomini. Quanti non sono riparati nell&#8217;albero di Cristo? Fede DI DIO. &#8212; Quando siamo identificati con Gesù, abbiamo la piena rivelazione del Padre. Il nome dell&#8217;IDDIO di Gesù e scritto su, in noi; entriamo nei piani del Signore, e fatti partecipi della natura divina, vediamo e aspettiamo tutto in Dio. Ciò che Dio dice è creato: &#8220;Io creo ciò che è proferito con le labbra&#8221;. Pace, pace al vicino e al lontano (Isaia 57:19). La vittoria finale è del bene: monti, alberi devono sparire, e rimanere solo l&#8217;albero della vita, e il monte di Dio. Dopo afferrato il poco, trafficalo, chè usandolo, cresce: è questo uno dei segreti della fede, di tutte le cose in Dio.</p>
<p>(dagli scritti di G.Petrelli  1° Vol.anno 1948  pag.24/25)</p>
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		<title>Lo Spirito Santo</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 22:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdaPade</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v&#8217;insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Giov. 14:26 Sono stati scritti libri e versati fiumi di parole per cercare di definire l&#8217;invisibile Signore. Mi limiterò a dire solo poche parole: Chi crede e riceve &#8230; <a href="http://edap.wordpress.com/2009/10/03/lo-spirito-santo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=116&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v&#8217;insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Giov. 14:26        Sono stati scritti libri e versati fiumi di parole per cercare di definire l&#8217;invisibile Signore. Mi limiterò a dire solo poche parole:       Chi crede e riceve Gesù, riceve lo Spirito Santo, il Consolatore; chi ha lo Spirito Santo ha un Maestro che non si stanca di insegnare e non finisce mai di ricordare ogni cosa che riguarda il Regno dello Spirito. Lo Spirito Santo è anche chiamato &#8220;Consolatore&#8221; per ricordarci che nelle afflizioni del cuore non verrà mai meno la Consolazione di Colui che ci Ama. Chi ha ricevuto lo Spirito Santo non manca di nulla.       Lasciamoci convincere dallo Spirito Santo e non ci abbattiamo, Colui che ha iniziato l&#8217;opera la porterà a compimento.</p>
<p><em>Giuseppe Petrell</em>i</p>
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		<title>Cristo per fede</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 23:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdaPade</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da una meditazione del pastore Giuseppe Petrelli (prima metà del secolo scorso) &#8220;E Cristo abiti nei vostri cuori per fede…&#8221; (Efesi III, 17:19) Abbiamo tutti, più volte, veduto madri guidare, con amorevole persuasione, figlioli riluttanti; abbiamo letto che i viaggiatori, i quali desiderano raggiungere le alture delle grandi montagne, debbono seguire fedelmente le loro guide. &#8230; <a href="http://edap.wordpress.com/2009/08/10/cristo-per-fede/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=edap.wordpress.com&amp;blog=1392310&amp;post=111&amp;subd=edap&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>da una meditazione del pastore Giuseppe Petrelli<br />
(prima metà del secolo scorso)</strong><br />
<em>&#8220;E Cristo abiti nei vostri cuori per fede…&#8221; (Efesi III, 17:19)</em></p>
<p>Abbiamo tutti, più volte, veduto madri guidare, con amorevole persuasione, figlioli riluttanti; abbiamo letto che i viaggiatori, i quali desiderano raggiungere le alture delle grandi montagne, debbono seguire fedelmente le loro guide. E tutti sappiamo di essere arrivati a qualche esperienza, a seguito di indirizzi ricevuti e seguiti.<br />
Il cristiano tende al più alto ideale; ma, come il bambino ed il viaggiatore, egli deve seguire una guida. E suprema direzione è la Parola della Scrittura; essa lo mena ai piedi del Salvatore. Ma la Scrittura, appunto perché guida, va ubbidita fedelmente, anche là dove pare non armonizzi con le nostre vedute ed esperienze.<br />
La Bibbia è il libro delle promesse. Ad ognuna, però, seguono una o più condizioni. Non dobbiamo discutere la lealtà di chi promette senza ubbidire alle condizioni, così come il malato non può obbiettare l’efficacia di un farmaco senza sperimentarlo.<br />
Una delle più grandi promesse della Scrittura è, certo, quella contenuta nel versetto 19 del Capitolo 3 della lettera agli Efesini: “Conoscere la carità di Cristo, che sopravanza ogni conoscenza, acciocchè ognuno sia ripieno di tutta la pienezza di Dio.” Essa però fa seguito alla preghiera dei versetti 16, 17, di cui è come una conseguenza: “che voi, cioè, possiate conoscere la carità di Cristo, quando Egli abiti nei vostri cuori per fede”.</p>
<p>“Che Cristo abiti nei vostri cuori per fede”. Salomone ha scritto: “Confidati nel Signore con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento” (Prov. III, 5). L’apostolo Paolo va più innanzi, e prega che Cristo diventi, addirittura, il sovrano del nostro cuore, centro dei nostri pensieri ed affezioni.<br />
“Conoscere la carità di Cristo che sopravanza ogni conoscenza”. Ecco il punto al quale si deve arrivare, ed allora tutto ciò che noi sappiamo in altri campi dello scibile diventerà un nulla in confronto della conoscenza dell’amore di Cristo.</p>
<p>I Cristiani di Efeso erano in pericolo di seguire insegnamenti umani, mossi da diversi venti di dottrina. E, forse, in alcuni si notava già troppa discussione e poca fede. Di qui l’enfasi data dall’apostolo alla parola “fede”: “Cristo abiti nei vostri cuori per fede”: fede, non conoscenza, questa sarà una conseguenza. Cristo abiti, non un principio, un’emozione, un motivo; ma una Persona vivente. E cioè, il Cristo che l’Apostolo aveva predicato, morto sul calvario per i nostri peccati, il Cristo della resurrezione Principe della vita, il Cristo aspettato dai credenti. Lui doveva abitare nel cuore, non altri.<br />
Solo dopo una intima comunione di vita, in cui non più noi, ma Cristo vive in noi, possiamo conoscere il suo amore.</p>
<p>Una simile esperienza aveva fatta Pietro quando esclamava: “Noi abbiamo creduto (prima parte) e conosciuto (conseguenza) che tu sei il Cristo il figliolo dell’Iddio vivente”.<br />
Conoscenza dell’amore di Cristo, l&#8217;avevano i martiri, che chiamati a scegliere, in presenza della morte, tra il culto all’imperatore e Cristo, avevano una sola risposta: “Cristianum sum”, sono cristiano!<br />
E la loro parola rivelava una convinzione profonda, da sorprendere e meravigliare gli accusatori medesimi, alcuni dei quali accettavano il Cristianesimo, eleggendo il martirio a fianco degli accusati. Eroi, come Stefano, vedevano la Gloria di Dio, e morivano benedicendo e perdonando.<br />
E mi viene da pensare agli antichi profeti, ai loro messaggi brevi e decisi: “Così ha detto il Signore…” Parevano ambasciatori allora usciti dalla Corte di un Sovrano noto e potente di cui portavano comandi assoluti, incisivi.<br />
Non dimentichiamolo: tali uomini avevano nel loro cuore una conoscenza sicura dell’amore di Dio.</p>
<p>“Che vai tu cercando di reggerti da te stesso, esclama Agostino, mentre non puoi?” E fu appunto quando il grande uomo ebbe accettato Cristo per fede che vide fuggire i dubbi che lo tormentavano. Altrove egli dice che, senza la guida del Signore, nulla poteva conoscere.<br />
Così aveva prima di Agostino pensato Paolo e così, dopo e prima di essi, altri eroi della fede. Ma così, ahimè!, non pensano molti, che studiano di pervenire alla conoscenza di Cristo in forza dei loro ragionamenti. Stolti, che vogliono precedere la guida, o seguire direzione diversa da quella segnata dalla Scrittura!<br />
I veri cristiani non esitano a riconoscere la loro incapacità a comprendere Cristo, senza che Egli medesimo, l’ospite del cuore, diventi il maestro dell’intelletto. E persone umili convertite si affrettano a scegliere, col Salmista, il posto del bisognoso, e segnare il programma: Conoscere Cristo alla scuola di Cristo.</p>
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