Al Golgota si incontrano le età 2° parte

Non dobbiamo cominciare dal libro per arrivare a Cristo,
ma scendere da Cristo al Libro.
La Rivelazione, l’intuizione divina, viene in primo luogo; la dottrina viene dopo. Nell’originale, il vocabolo adoperato per “Parole” rema si riferisce, in una porzione dell’Antico Testamento (septuagint) a fatti. Nel Signore, parole e fatti sono equivalenti; Le parole sono realtà e non vaghe espressioni che passano. Per cui, se desideriamo realtà in noi, dobbiamo cominciare col guardare Gesù, mettendoci sotto la guida dello Spirito Santo, il quale Egli ha mandato come Maestro nella Chiesa. Naturalmente, lo Spirito santo adopera anche il libro, ma solo come conferma.
In ogni cosa, anche se ascoltiamo maestri e leggiamo libri, dobbiamo attendere l’ultima parola, la conferma, dalla bocca stessa di Gesù Cristo. Abbiamo un solo Maestro, come abbiamo un solo Padre, pur avendo molti padri nella Chiesa e molti maestri istruiti dal grande Maestro. Pensieri, opinioni, vanno e vengono, ma dobbiamo portarli in cattività a Gesù Cristo, lasciandoli nelle Sue potenti Mani, onde Egli ci dia quello di cui abbiamo bisogno, e accettando solo quanto ci andrà ripetendo, volta per volta, nella quiete del riposo e della pace.
Questa è la soluzione. Non ne conosciamo nessun’altra. Affascinati oggi da un valente maestro umano, possiamo domani rimanere incantati da un altro, anche se questi ci fa giungere alla conclusione opposta. Mentre il circolo vizioso si ripete, noi rimaniamo sempre nel dubbio, mai fondati.Ma benedetto il giorno in cui, non aspettando nulla da noi medesimi, ed essendo passati da esperienze ed avendo ascoltato molti e letto assai, per Grazia Sua saremo entrati nel riposo, lasciando tutti i problemi nelle Sue potenti mani.
A questo punto una parola alla Chiesa e a tutti coloro che percorreranno fino all’ultima, queste pagine, imperfette si, ma scritte con tutta sincerità. La risposta del Giudaismo – parliamo del popolo e non della dispensazione dell’Antico Testamento, dispensazione sacra che riveriamo e che ha compiuto il suo compito – alla domanda del Governatore romano: “Che farò io?”, fu: “Sia Crocifisso!”.
Noi comprendiamo poco la Croce di Gesù, perché siamo troppo lontani da quell’epoca e dalle prime impressioni della predicazione apostolica. Per i Greci, i quali non potevano figurarsi un uomo crocifisso come salvatore dell’umanità, la Croce era pazzia; per i Giudei era uno scandalo. Quel tempo, essendo ormai cosi remoto, non ci è facile apprezzare l’importanza della Croce, a meno che possiamo rappresentarci un Uomo Crocifisso, appeso fra cielo e terra: il cielo non Lo aveva ancora accolto, la terra Lo aveva espulso, rigettato. Egli era appeso come un maledetto, fra l’alto e il basso.
Questo è pure lo stato della Chiesa, dei veri seguaci di Gesù, la cui fede, pur guardando essi a Dio, passa sovente da notti fonde, senza rivelazioni, senza benedizioni visibili, perché il piano di Dio è che dipendiamo interamente dalla Sua fedeltà, sapendo noi chi Egli è. Dio non può mentire, perciò penserà Lui a farci giungere all’altra sponda. Se non abbiamo la vittoria – e nessuno ha la piena vittoria – Egli ci trasporterà nel Regno della Luce. Abbiamo dunque pazienza, apprezziamo la fede, perché senza la fede è impossibile piacere a Dio. Frattanto, noi pure siamo individui crocifissi. Dicendo noi, non vogliamo indicare coloro che sono e vogliono rimanere settari, ma coloro che sono crocifissi – non crocifissori – calunniati – non calunniatori – che soffrono – eppure non infliggono sofferenze ad altri. Costoro sono la vera Chiesa di Cristo: vivono una vita crocifissa. Come lo Sposo fu crocifisso, cosi la Chiesa deve essere crocifissa.  Non sarà necessariamente una crocifissione fisica, ma sarà la crocifissione del cuore e della mente. Ricordiamoci le parole del Cantico dei Cantici: che dobbiamo portare lo Sposo come un sigillo nel nostro cuore, amandoLo di un amore eterno, invincibile; e come un sigillo nelle nostre braccia, perché tutto il nostro lavoro deve provenire da Lui, essere compiuto a mezzo di Lui e per Lui.
Gesù fu crocifisso in un luogo desolato chiamato Golgota – teschio – Calvario: nessun albero, nessuna vegetazione, nulla di attraente, nessuno sguardo, nessuna voce, nessun volto; nulla, salvo la squallida e tetra sommità di un colle sul quale il Sangue dell’Innocente stillò goccia a goccia. Noi pure dobbiamo diventare un Calvario, spoglio di qualsiasi pretesa, e che riceve vita per quanto il Suo sangue, goccia a goccia, trasmetterà.
Come Gesù, il Cristo, trovandosi di fronte a vari mondi, senza risentire ne spavento ne emozione alcuna, rimase sereno, calmo, dipendendo del continuo dal Padre Suo, ed accettò la crocifissione – termine della Sua carriera – così pure la Chiesa deve rimanere imperturbata, serena di fronte alla babele dei conflitti religiosi, scevra di spirito e di vendetta, non giudicando mai, ne cercando di ragionare o persuadere alcuno con sforzi propri. Pilato, l’uomo dal quale c’era meno d’aspettarselo, fu turbato, quel giorno, in Gerusalemme. Uomo crudele com’era, macchiato di molti delitti, egli fu commosso dal Volto di Gesù. Qualcuno può essere convinto dalla nostra condotta, perché come non viviamo a noi stessi, non moriamo a noi stessi. Siamo in un mondo di relazioni dove ogni cosa tocca ogni cosa e ognuno.
I mondi s’incontrano alla nascita di Gesù: Egli rimane impareggiabile, unico. I mondi s’incontrano nell’aula del tribunale, al Calvario, alla Sua morte: Egli rimane impareggiabilmente Unico. Dei mondi s’incontrano intorno al cristiano; egli pure deve rimanere impareggiabile. Al sepolcro di gesù s’incontrano giureconsulti onorati, magistrati insieme alla peccatrice penitente, la madre di Gesù e coloro che più Gli erano affezionati. Alla Sua resurrezione grandi cose avvennero. Eppure l’odio dei nemici non si placò mai: nemmeno la resurrezione non li commosse. Ohimè! Nessun segno evidente è efficace dove l’odio domina – e l’odio religioso è il peggiore di tutti. Dei mondi s’incontrano a Gerusalemme durante la predicazione apostolica. Epoche, mondi, s’incontrano quando il Sinedrio cercò di ridurre al silenzio Pietro e Giovanni.
Mondi hanno sempre affrontato e affrontano Gesù.
In ultima analisi, e concludendo, notiamo che vi sono due forse che dominano l’universo: il bene – DIO; il male – SATANA. Il male non può essere eterno: alla fine il bene, lo spirito del bene trionferà. Al principio i mondi sembravano – e sembrano tutt’ora – invincibili, onnipotenti; ad affrontarli vi fu – e vi è – l’Unica Persona di Gesù. Egli apparve a Gerusalemme senza difesa, senza potenza, e fu crocifisso in debolezza; ma Egli resuscito potente. Gesù parve, ma non fu mai, – e nemmeno lo è ora – debole. Difatti, non vi è debolezza nel soffrire; anzi, l’unica forza è nella sofferenza. L’espressione più elevata della Saggezza e della Potenza di Dio sta nella crocifissione – la Croce essendo il culmine della potenza e della saggezza. Quello che sembrava insignificante, senza forza, doveva essere la sola cosa che ha un significato, che ha potenza;; ogni altra cosa è transitoria. Solo uno è la Verità; benché le affermazioni di eventi nel Libro furono – e sono – vere, nel linguaggio biblico, verità è quello che rimane, che ha sostanza, che è eterno.
Seduto su un colle che dominava Gerusalemme col suo tempio grande ed imponente ricostruito da Erode, e la cui magnificenza sfida la qualsiasi descrizione – orgoglio dei Giudei – un Uomo, senza fama, senza molti seguaci, circondato da pochi e insignificanti discepoli oriundi di una provincia disprezzata, la Galilea dei Gentili, non rispettata dai Gentili perché appartenente alla Palestina, e tenuta in poco conto dai Giudei, dato che confinava col paese dei Gentili – quest’Uomo , che nella Sua umiliazione appariva povero, pronunciò le parole che sono il tema vitale, il filo rosso che ci guida nel labirinto della vita, e che ci affranca dalle varie opinioni degli umani, anche nel campo religioso – Gesù disse: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.
“Lettore, che tutto scompaia nella tua vita: non aderire a nulla, a nessun credo, a nessuna opinione, a nessuna definizione e a nessuna classe di gente, perché presto o tardi tutto scomparirà. La nostra meta deve essere una Persona, un Volto, un Messaggio. Lascia che Cristo abbia l’ultima  parola in te in ogni cosa, perché il cielo e la terra passeranno, ma Gesù e le Sue parole sono eterne. Che tutto nella tua vita svanisca, perché Gesù soltanto possa rimanere.”
Il soggetto è cosi sublime che preghiamo il lettore di pazientare se, a questo punto, aggiungiamo qualche cosa che ci è passato più volte nella mente e nel cuore. Tutti abbiamo periodi di dubbi e perplessità. Noi pure siamo familiari col mondo scientifico e sappiamo che l’universo è immenso. Sappiamo pure che taluni dubitano dell’esistenza di una Persona di nome Gesù Cristo. Che follia! Mentre nella nostra corrispondenza giornaliera scriviamo una data, che dovette necessariamente cominciare a un certo punto di un certo luogo – molte volte dubitiamo dell’origine e della causa di questa data.  Pur vedendo il risultato del cristianesimo che ha permeato come un lievito tutto e tutti nel mondo quantunque certuni possano non aver nemmeno udito il nome di Cristo – ci accade talvolta di dubitare ancora.
Azzardiamo un’ipotesi. Supponiamo che Cristo non esista e che l’Evangelo sia l’invenzione di alcuni illusi, o anche che sia un prodotto letterario di un’epoca di mentalità e civilizzazione diverse dalle nostre. Ohimè! La illogicità della gente cosiddetta logica e più illogica di quello che possiamo immaginare di più strano.Ma andiamo avanti nella nostra ipotesi: nessun Cristo, nessun Gesù; solo caos; Dio così distante e misterioso che nessuno può dirne nulla non avendo Colui che ne può dare la rivelazione. Supponiamo che tutto sia distrutto. E allora?… Ignoriamo quale possa essere la risposta del lettore. Ecco la nostra.
Non manteniamo tale supposizione perché noi sappiamo in chi abbiamo creduto. Vi è una realtà in noi, grazie al potente Spirito Santo: Ma supponendo qualsiasi supposizione, cosi rispondiamo: Tommaso – in quel giorno ricco di eventi, in cui Gesù deliberò di tornare in Giudea per resuscitare Lazzaro, per cui i discepoli temettero che questa volta Egli sarebbe stato lapidato dai Giudei – Tommaso, parlando per tutti, pronunciò le parole che furono come un incoraggiamento per gli altri, nonché un’affermazione di ciò che aveva nel cuore. Il suo pensiero era: “E’ inutile tentare di dissuadere il Maestro, perché vuole andare in Giudea. Inutile anche farsi illusioni che lo lasceranno in vita, perché hanno deliberato di ucciderLo. Ma cosa faremmo se Egli si reca a Gerusalemme solo e muore? Che sarà di noi se ci viene a mancare? Dobbiamo decidere! Andare, Egli andrà: e noi non vogliamo restare senza di Lui”.
“Andiamo anche noi acciocché moriamo con Lui”.
Quello che avvenne è noto. Lazzaro fu resuscitato. Gesù non venne ucciso quella volta, ma trattenuto per la crocifissione.
Se un tale Cristo non fosse mai esistito, se la narrazione che ne abbiamo fosse l’invenzione di illusionisti e di menti falsate, che cosa rimarrebbe a noi, che ci siamo cibati dell’Evangelo, che da tanti anni siamo alla scuola dello Spirito Santo, e che abbiamo, per questo potente Gesù un amore che si va sempre più intensificando, avendo riconosciuto la vanità di ogni cosa intorno a noi e avendo perduto ogni fiducia in noi stessi e nell’umanità – all’infuori della Grazia? Che sarebbe di noi se questo potente Signore non fosse mai esistito, se l’Evangelo fosse una fantasia che cosa ci resterebbe? Dove andremmo? In chi ci confideremmo? Senza Gesù tutto sarebbe un caos, e come Tommaso diremmo: Se questo non è altro che illusione, non rimane nulla: meglio è allora scomparire con Lui! Non desideriamo restare in questo mondo, perché non speriamo nulla, in nessuno!
Ma – grazie a Dio vi è un glorioso Ma – Gesù, l’unica REALTA’ dell’universo, che ci conduce nel regno della piena realtà, è VIVENTE! E perché Egli vive, noi pure viviamo. Benché in un mondo di confusione, guardando all’al di là, al giorno in cui, traslati nel regno della Luce, vedremo ogni cosa chiara, rimanendo per sempre strettamente uniti al Figliolo dell’Uomo-Figliolo di Dio.
Benedetto sia il Suo Nome ora e in eterno. Amen
Giuseppe Petrelli